S. Cristina, la protesta raddoppia

di Anna Ghezzi wSANTA CRISTINA Un'altra giornata di proteste oggi alla logistica Kuehne-Nagel di Santa Cristina con possibili blocchi del traffico. Gli stipendi erano attesi per il 20 dicembre e non sono ancora arrivati. E i Cobas, che guidano la protesta, non tratteranno più con la cooperativa da cui sono assunti i circa 150 lavoratori, ma solo con l'azienda committente: «La coop era disposta ad incontrarci anche il 24 dopo il primo blocco dei tir – spiega Fabio Zerbini, Si Cobas – ma del rispetto del contratto collettivo nazionale a questo punto ha senso discutere col committente: la coop dice che non può pagare il dovuto poichè i versamenti dell'azienda non bastano, quindi occorre risalire alle responsabilità della stazione appaltante». Se non si arriverà a una soluzione i lavoratori sono pronti a replicare anche il 30 dicembre, alla vigilia del veglione di San Silvestro, bloccando i rifornimenti ai supermercati per il cenone. Per protestare contro il ritardo ingiustificato delle buste paga i 150 lavoratori delle due coop che gestiscono il magazzino logistico oggi bloccheranno con i tir tutti gli spostamenti di merce da e per lo stabilimento, e non è da escludere che le forze dell'ordine vengano sollecitate dalla proprietà a intervenire. La situazione alla Kuehne-Nagel è tesa dai primi del mese, da quando cioè la Cosmet era subentrata alla precedente cooperativa. Secondo l'accusa dei Cobas, sempre rimandata al mittente dagli amministratori, la nuova coop avrebbe imposto condizioni in maniera unilaterale «che ridimensionano radicalmente i diritti dei lavoratori, dalla malattia, agli straordinari, agli orari», spiega Zerbini. Un primo blocco era stato effettuato per il licenziamento di quattro operai all'ennesimo cambio di cooperativo, il terzo in pochi mesi. I manovali erano stati poi reintegrati e la protesta era rientrata. Ma ora il mancato versamento degli stipendi ha fatto di nuovo scattare la protesta e dopo il blocco della Vigilia si replica oggi. Sono circa 150 i soci di due cooperative che forniscono lavoratori alla Kuehne Nagel, che gestisce la logistica del centro pavese. Tra loro molti stranieri, ma anche italiani, quasi tutti con famiglia a carico che aspettano dal datore di lavoro circa duemila euro a testa. La vecchia cooperativa ha detto che a metà gennaio potrebbe pagare lo stipendio di novembre e a febbraio il Tfr, ma i lavoratori non si fidano. Dopo una lunga trattativa, la società che fornisce personale per la Kuehne-Nagel aveva deciso di riassumere i quattro operai licenziati: «I lavoratori sono stati reintegrati - aveva confermato l'amministratore della cooperativa, Biagio Gravante - e siamo contenti di essere arrivati a questa soluzione. Ora ci aspettiamo il rispetto delle regole, a partire dagli orari di lavoro e di quanto previsto dal contratto». «Per noi l'unica soluzione è che venga rispettato il contratto nazionale – spiega Zerbini – che non siano imposti ritmi inaccettabili, che ci sia sicurezza sul posto di lavoro, che siano versati gli arretrati e le competenze non pagate. Non ci arrenderemo».