«Farò sia il sindaco che il segretario Pd»
Il mandato di sindaco di Firenze scade nel 2014, ma che Matteo Renzi si ricandiderà alla guida della città è sicuro. E a chi lo critica perché indossa pure la giacca di segretario di un partito, lui ricorda che «è così in tanta parte d'Europa. È in Italia che è visto come un'eccezione». Quando è a Firenze, Renzi è uso fare solo il sindaco. Figuriamoci al brindisi di fine anno in Palazzo Vecchio per lo scambio di auguri con la stampa e per un bilancio sull'attività del Comune. «Domande solo su questioni cittadine - scherza subito - Scandicci è già troppo lontana». A Pranzo Renzi è andato a festeggiare i 50 anni di un ristorante fiorentino, poi è stato in Consiglio comunale, per votare la ratifica dello stop a Equitalia come ente di riscossione. Oggi incontrerà i bambini ricoverati al pediatrico Meyer. Davanti ai cronisti, però, per un attimo ha sconfinato nelle tematiche nazionali. Quell'attimo Renzi lo ha impiegato per ribadire che non vede incompatibilità fra il ruolo di segretario Pd e quello di primo cittadino e che la sua idea «è di aprire il partito sempre di più a sindaci, agli amministratori». Il futuro del sindaco dipende dalla durata del governo. Non è un caso che, nei giorni scorsi, abbia detto che potrebbe non concludere il secondo mandato da primo cittadino. Ieri ha spiegato che le candidature a tempo determinato non esistono: «Io mi ricandido a fare il sindaco per cinque anni. Punto». Ma poi ha pure aggiunto che «è difficile capire quello che accadrà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e anni in Italia». E quindi è difficile capire cosa accadrà al governo Letta.