Viganò: «Un uomo generoso» Il cordoglio degli avvocati
PAVIA «Una persona generosa con gli amici, nei confronti dei quali non si risparmiava». Così il professor Mario Viganò ricorda il procuratore Francesco De Socio, che era stato suo paziente e con il quale si era instaurata un'amicizia profonda. «Una persona molto intelligente – prosegue il cardiochirurgo – per cui il lavoro era il fulcro nella vita, pur senza dimenticare gli affetti famigliari e quella forma di evasione che, per lui, era la caccia e che alla fine si è rivelata fatale, dopo che l'ultima battuta si era svolta in condizioni proibitive». «Si trattava di una persona che rifuggiva dal "palcoscenico", di un individuo molto riservato, ma dalle grandi doti umane e che, anche sul piano professionale, ha saputo operare con una perizia e una competenza esemplari». Il professor Viganò ha parole di elogio anche per l'operato dell'equipe del 118, che ha tentato un salvataggio disperato del paziente: «Hanno condotto, in condizioni disagevoli, un intervento che viene effettuato in sala operatoria. Purtroppo il quadro clinico era fortemente compromesso». Profondo il dolore dell'avvocato Fabrizio Gnocchi: «Il dottor De Socio per me è stato un carissimo amico, con il quale spesso abbiamo condiviso la passione per la caccia. C'era profonda stima, nel rispetto dei reciproci ruoli. È stato un magistrato serio, preparato e capace». In lutto anche gli avvocati di Voghera e di Pavia. La presidentessa della Camera penale di Voghera, Maria Rosa Carisano, esprime grande tristezza: «Il ricordo – dice – è quello di un magistrato sempre presente e di una persona con doti professionali notevoli, che lascerà un grande vuoto. Tra le altre cose, ricordo che fece parte di una commissione per la riforma del codice penale. Certo, data l'età era prevedibile che sarebbe andato in pensione nel volgere di pochi anni. Ma perderlo in questo modo, davvero assurdo, è stata una cosa terribile». Parole di cordoglio anche dall'avvocato Luca Angeleri, presidente della Camera penale di Pavia. «Ovviamente mi sento di esprimere il mio dolore e le condoglianze ai famigliari del dottor De Socio. Non ho mai avuto modo di conoscerlo a fondo, anche per via del suo carattere molto riservato, ma so che è stato un pilastro della procura della Repubblica di Voghera. Adesso che è avvenuto l'accorpamento degli uffici giudiziari nel capoluogo, contavamo di instaurare un rapporto di lavoro proficuo con lui. Purtroppo non è andata così».(f.m.)