«Donando organi nostra figlia salvò 5 vite»
PAVIA Umberto Bozzini indossa gli abiti e la barba di Babbo Natale. Ai piccoli lascia caramelle, ai più grandi i depliant informativi sull'Aido, associazione italiana per la donazione di organi, tessuti, cellule. Viene anche consegnato un libretto che offre risposte ai tanti interrogativi che è naturale porsi e tra le sue pieghe viene inserito il modulo di adesione. Perché in Italia mancano donatori, si dovrebbero effettuare 9mila trapianti all'anno, ma ne vengono eseguiti meno di 3mila e dei 6mila pazienti in lista d'attesa, 500 non ce la fanno. Sono questi i numeri da cui partire, dice Bozzini che ieri, per l'intera giornata, è rimasto sotto i portici di corso Cavour insieme agli altri volontari della sezione di Siziano, 160 iscritti, oltre 200 se si contano anche i gruppi di Marcignago e Rognano. Tra loro c'è anche Lidia Ripamonti. E' diventata donatrice e volontaria, insieme al marito, dopo la scomparsa della figlia, Sara Pretti, per un infarto al cervelletto. Una tragedia da cui sono usciti pensando al grande gesto di solidarietà e di generosità fatto da Sara. «Ha donato i propri organi, salvando cinque vite – racconta Lidia -. Aveva lasciato scritte le sue volontà al medico curante e le abbiamo rispettate. Ringrazio l'Aido di Bolzano, dove mia figlia si trovava in vacanza, per averci seguito con grande attenzione». Ed è anche questo il compito che si prefigge l'associazione che in provincia di Pavia ha sede nella clinica Oculistica del San Matteo e che, pian piano si sta allargando. «Recentemente - spiega Gianfrancesco Peloso – è stato istituito un nuovo gruppo a Giussago che conta una settantina di iscritti. L'iscrizione all'Aido è un segnale di speranza per le migliaia di persone in lista d'attesa per un trapianto di organi. Sono nove i gruppi della nostra provincia: Garlasco, Landriano, Mede , Sannazzaro de' Burgundi, S. Genesio, Siziano, Vigevano, Vidigulfo e Voghera». Accanto a Bozzini ci sono la moglie Anna Pedrazzini, che fa sempre parte dell'associazione di Siziano, ed Emilia Tosetti, tesserata da 13 anni che dice: «E' importante anche il lavoro attivo». Cluadio Busatti, iscritto fin dagli anni Settanta, aggiunge: «Nel nostro gruppo di Siziano ci sono i familiari di tre persone che hanno donato gli organi«. «Ma il nostro compito – precisa Bozzini – è quello di parlare di vita e non di morte. Per questo andiamo nelle piazze e incontriamo la gente. Ed è per questo che abbiamo iniziato una serie di incontri con i ragazzi delle scuole superiori di Pavia, come Cairoli e Bordoni, con l'intervento del dottor Paolo Geraci, responsabile della trapiantologia del San Matteo e presto continueremo con gli studenti delle medie di Siziano». Stefania Prato