«Negli spazi vuoti di Voghera ricaviamo gli orti urbani»
VOGHERA La proposta degli orti sociali è arrivata anche sul tavolo dell'amministrazione vogherese. L'idea è costituire «orti urbani» nelle aree incolte della città. L'iniziativa del Movimento 5 Stelle cittadino, presentato all'amministrazione comunale, riguarda un nuovo utilizzo delle aree verdi incolte della città da parte delle famiglie bisognose. L'idea prevede l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati attraverso la realizzazione di orti sociali. «In tutto questo l'ex caserma sembra essere il luogo perfetto per un primo inizio», commenta l'esponente del movimento, Giulia Barbieri. Dai documenti della Vas del Pgt del comune di Voghera è emerso che le aree verdi incolte del territorio occupano il 6,66% del suolo pubblico. «Ad un primo contatto con gli ambiti edificati vi sono alcuni terreni agricoli che ormai non sono più includibili in veri e propri corpi agricoli – spiega Barbieri – A causa di un'espansione degli spazi edificati non sempre ben programmati, tali terreni agricoli non vengono più coltivati con la conseguente perdita di presidio del territorio». La funzione sociale di questa proposta di M5S verte sulla possibilità di concedere l'uso gratuito (o con un affitto a canone simbolico) di piccole frazioni di terreni agricoli (orti familiari ad estensione di circa 70-100 metri quadri a nucleo familiare). Andrebbe a vantaggio di persone in condizioni di accertate difficoltà economiche per l'autoproduzione di ortaggi a consumo familiare contenendo il prezzo per l'acquisito di prodotti agricoli. La proposta parte dall'individuazione in maniera puntuale dei terreni e di una minima dotazione strutturale, dopo di che si ipotizza di stendere un regolamento e effettuare un bando pubblico per la richiesta di concessione degli orti comunali. Ma la proposta di riqualificare gli spazi incolti cittadini potrebbe interessare anche i pensionati o gli anziani che, oltre ad occupare il tempo, migliorerebbero alcune zone della città. «Si potrebbe fare, ci sono molti anziani in gamba che potrebbero coltivare un parte di terreno. Dovremmo parlarne, la proposta è fattibile», commenta Dina Schiavi, consigliere del Centro anziani di via Gramsci. (m.q.)