Acquedotti e fogne Per altri 20 anni gestione pubblica
di Fabrizio Guerrini wPavia L'acqua pavese, lomellina, oltrepadana in tutte le sue declinazioni (quella che scende dal rubinetto o che finisce nelle fogne per poi essere depurata) resterà gestita per almeno 20 anni da realtà pubbliche che fanno capo alla Provincia e, sul piano operativo, alla società Pavia Acque (di cui è presidente lo stradellino Luigi Maggi). Decisivo il doppio voto espresso nell'ultimo consiglio provinciale di venerdì. A tarda notte sono passati a maggioranza (con astensioni di Pdl e Lega) due provvedimenti-clou. Il più importante riguarda l'affidamento a Pavia Acque della gestione unica di tutto il ciclo integrato dell'acqua: ovvero quasi 4mila chilometri di reti degli acquedotti, oltre duemila di reti fognarie,322 impianti di depurazione. Un percorso burocratico-organizzativo iniziato nel 2007, quando le Società operative territoriali pavesi firmarono un accordo di programma per costituire una società che gestisse «in house» le reti idriche. In assenza di questa realtà provinciale , la gestione del sistema acqua pavese sarebbe stata affidata con una gara esterna. «Un passaggio decisivo, l'acqua verrà gestita in ambito pavese», commenta Pierangelo Fazzini, consigliere provinciale e presidente della Commissione ambiente che ha seguito l'intricato iter che si è concluso venerdì. O meglio si è chiusa una prima fase. Adesso partono le altre fasi della svolta acqua che, forse entro il prossimo anno, faranno arrivare a casa di tutti i cittadini pavesi bollette recanti l'unico logo di Pavia Acque (che, dal prossimo primo gennaio, comprenderà nel nuovo assetto societario tutte le municipalizzate pavesi). A capo del sistema acqua resta La Provincia. Toccherà all'amministrazione provinciale procedere alla costituzione del nuovo Ufficio Speciale d'ambito, ovvero il braccio operativo del livello poltico amministrativo. Sarà quest'ufficio a programmare gli interventi da fare per migliorare o riparare acquedotti e fognature. Sarà quest'ufficio a stabilire il calcolo delle tariffe a cui saranno legate le bollette per il consumo dell'acqua potabile o le spese che , privati o industrie, dovranno sostenere per allacciarsi alla rete fognaria. L'Ufficio speciale (ex Ato) trasmetterà rutti questi indirizzi a Pavia Acque che provvederà ad applicare i canoni ed a assegnare i lavori. Ma non è finita. La macchina amministativa dell'acqua avrà bisogno di un altro organismo. Si tratta del Comitato di controllo Analogo . Questo organismo nascerà all'interno di Pavia Acque e dovrà verificare, come avviene in tutte le società partecipate pubbliche, che siano realmente rispettati gli indirizzi e i programmi operativi indicati dall'ente responsabile. Il Comitato avrà un presidente espresso dalla Provincia e sarà composto da 10 sindaci espressi dal territorio provinciale. Dunque il livello politico avrà un ente di indirizzo esterno e uno di controllo interno: resta da capire, a detta degli stessi addetti ai lavori, come si sintonizzeranno tutte queste realtà. Qualcuno, intanto, già maligna sul risiko delle future poltrone «idriche». Ma il tempo stringe sul piano delle cose da fare. L'altra sera in Consiglio si è votato anche il provvedimento che ha fissato il programma delle opere da mettere nei prossimi 20 anni. In modo pragnatico ci si è però concentrati sul prossimo triennio con una riduzione dei costi inizialmente previsti: da 128milioni a 68. «Si faranno solo gli interventi urgenti o quelli imposti dalle normative Ue per non incorrere in pesanti sanzioni» spiega Fazzini.