Msc, maxi commessa Fincantieri
di Annalisa D'Aprile wROMA Con una commessa da 200 milioni di euro per 4 navi da "ristrutturare", Msc Crociere torna ad investire in Italia affidando i lavori a Fincantieri. Due anni la durata dell'imponente piano che coinvolgerà le quattro navi della classe Lirica di Msc. E forse, quella annunciata ieri dai vertici, non è l'unica commessa in programma con il gruppo cantieristico. L'ad di Msc infatti, Gianni Onorato, ha ammesso che si sta parlando di una nave prototipo da costruire ex novo, e forse non sarà solo una. «Tempi lunghi», dice Onorato, ma il progetto esiste. Intanto, da agosto 2014 e fino a novembre 2015 il team di ingegneri di Fincantieri interverrà su Armonia, Sinfonia, Opera e Lirica, tutte costruite tra il 2003 e il 2005 in Francia. Ora le navi sono lunghe 251 metri, hanno una stazza di 60mila tonnellate e possono trasportare fino a 2.200 passeggeri ciascuna. Al termine del programma battezzato "Rinascimento", saranno lunghe 275 metri, la stazza arriverà a 65mila tonnellate e potranno ospitare 2.680 viaggiatori. Oltre all'aggiunta di 193 cabine per nave, ci saranno anche nuovi spazi dedicati all'intrattenimento, come acqua park e giochi acquatici, altre boutique e profumerie, con marchi quali Dior, Lancome, Dolce & Gabbana. «Le quattro navi cambieranno completamente fisionomia - spiega Onorato - per ogni nave ci vorranno 9 settimane e ogni giorno di sosta ci costa centinaia di migliaia di euro. In compenso saranno tante le persone impiegate, non solo di Fincantieri, ma anche di piccole e medie imprese e dell'industria tessile». Inoltre, insieme ai marchi di moda italiana, l'ad di Msc ha annunciato che porteranno a bordo anche Eataly, il colosso dell'alimentazione di qualità messo in piedi da Oscar Farinetti, già simbolo del cibo made in Italy. Soddisfatto l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono che però dice: «Siamo tra i primi quattro al mondo per prodotti ad elevata tecnologia; siamo campioni dell'industria cantieristica italiana ed europea, noi ne siamo orgogliosi ma dovrebbe esserlo anche il Paese. Invece il "piagnisteo" sulla crisi occupa il 90% del tempo della politica e del sindacato. Parliamo di quello che possiamo fare, rimbocchiamoci le maniche e lasciamo i morti ai morti» conclude Bono che spera nella quotazione in Borsa di Fincantieri entro un anno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA