Mede, settecento firme per salvare l'ospedale

MEDE Più di 700 firme raccolte in sei ore davanti all'ingresso dell'ospedale San Martino, sotto una pioggia battente. Quell'ospedale che il ministero della Sanità vorrebbe chiudere e che, al contrario, i cittadini vorrebbero che fosse mantenuto e potenziato. Dopo il documento approvato all'unanimità dal consiglio comunale, ieri mattina il sindaco Lorenzo Demartini, il vice Guido Bertassi e l'assessore Giorgio Guardamagna, affiancati dai Volontari civici, hanno presidiato il gazebo. «E' stato un successo innegabile – commenta il sindaco – I cittadini hanno dimostrato che l'ospedale di Mede ha rappresentato e rappresenta lo stabilimento sanitario indispensabile a un vasto territorio lontano dai grandi ospedali e riferimento certo per la Lomellina sud-occidentale. Ora il documento pro San Martino passerà ai consigli comunali dei paesi limitrofi». Contro la prospettata chiusura si potrà firmare anche in tutta la bassa Lomellina. Ieri mattina i cittadini manifestato la propria indignazione. «Mi sembra un controsenso chiudere un ospedale che, negli ultimi mesi, è stato oggetto di manutenzioni e di miglioramenti», spiegava Pierino Zanada. Di recente, nel San Martino sono state approntate nuove sale operatorie e altri spazi per attività specialistiche, con l'impiego di cospicue risorse economiche. «Risorse, però, non ancora pienamente utilizzate», aggiungevano Bertassi e Guardamagna. Germano Milanesi è un Volontario civico. «L'ipotesi di chiusura è assurda – ha detto – Poi come faremo senza un servizio primario come il pronto soccorso? Dovremmo spostarci per decine di chilometri, con disagi soprattutto per la popolazione anziana». Antonio Cavallaro è un volto storico della sinistra medese. «La soppressione dell'ospedale andrebbe a gravare soprattutto sui ceti più deboli, che non riescono a spostarsi in modo autonomo». Molti anche i firmatari provenienti dai paesi della bassa Lomellina. Massimo De Marchi è il presidente dell'associazione culturale Tantoper di Suardi. «Noi di Suardi, nel caso di chiusura del San Martino, dovremmo raggiungere centri distanti come Casale Monferrato o Voghera – ha affermato – Spero che le istituzioni si mettano una mano sulla coscienza». Il ridimensionamento della funzionalità del San Martino ha creato notevole preoccupazione a Mede e nei Comuni limitrofi, che da sempre fruiscono di un servizio importante come quello sanitario. «La volontà dei cittadini è di mantenere la piena funzionalità dell'ospedale, migliorandola se possibile – hanno spiegato gli amministratori comunali – Le diverse ipotesi che da tempo si rincorrono contribuiscono a creare un clima di incertezza e preoccupazione». Lunedì anche il Pd si era schierato contro l'ipotesi di chiusura. Umberto De Agostino