Il 2013 nei campi Bene solo il vino

PAVIA Luci e ombre dell'agricoltura pavese in questo 2013 che sta per finire, in cui non poco ha influito la primavera piovosa. Il riso, la cui campagna di commercializzazione è ancora in corso, presenta un duplice piano di lettura. Positivi i prezzi delle varietà da interno, cioè da risotto: al mercato di Pavia il Vialone nano ha toccato i 67 euro al quintale, il Carnaroli i 61, l'Arborio i 57,50, il Roma e il Baldo i 50. Meno confortanti quelli per gli Indica da esportazione e i tondi a causa della concorrenza dei Paesi meno avanzati (Pma) come Cambogia, Myanmar e Laos. Il Balilla è fermo a 27 euro, uno in più del Thaibonnet. «Le semine tardive hanno condizionato l'andamento delle coltivazioni risicole e le condizioni meteorologiche hanno fatto slittare avanti anche la raccolta – sottolinea Giuseppe Ghezzi, presidente di Coldiretti Pavia – La resa è stata inferiore rispetto all'anno scorso, sia in termini di produzione sia di qualità. E oggi il mercato sta procedendo a due velocità». Soprattutto le semine delle varietà da mercato interno sono risultate ritardate facendo perdere molti ettari, circa 9mila in Lomellina e nel Pavese. «Il proseguimento della stagione è stato buono, ma la produzione è stata inferiore di un 5-6% rispetto allo scorso anno, soprattutto per i campi seminati in ritardo», dice Giovanni Daghetta, presidente Cia e risicoltore a Garlasco. «In questa situazione occorre agire sulla proposta di riforma della legge sul commercio interno del riso – commenta Gianfranco Bensi, presidente di Confagricoltura – In particolare, l'Unione europea deve introdurre la clausola di salvaguardia a difesa delle nostre imprese risicole». In calo anche il mais, dopo il boom dei mesi scorsi legato agli impianti a biogas. Un quintale è sceso da 24 a 19 euro, ma le spese sono aumentate a causa dell'aumento delle spese di essiccazione. «Anche la produzione ha avuto un calo rispetto all'anno scorso: secondo le prime stime dovrebbe oscillare tra il 20 e il 25% in meno», sottolinea Coldiretti. Anche il frumento subisce una penalizzazione rispetto allo scorso anno: si è passati da quotazioni medie di 25-29 euro al quintale agli attuali 20-25 euro. Discorso diverso per il vino, dove il bilancio finale è positivo. La fioritura è avvenuta in condizioni climatiche favorevoli consentendo produzioni elevate e buona qualità. «Grazie all'impegno dei nostri viticoltori anche quest'anno potremmo vantare un ottimo raccolto», sottolinea Ghezzi. «In ogni caso, la viticoltura oltrepadana sconta una debolezza strutturale: dobbiamo osare di più e guardare all'estero», dice Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura. Il vitivinicoltore Davide Calvi, presidente dei giovani imprenditori della Cia, rileva che la primavera piovosa e fredda ha influito sul ritardo di maturazione delle uve. Segno negativo anche per il settore zootecnico: bovini e suini non fanno sorridere le aziende pavesi. Da segnalare l'impennata dei prezzi delle foraggere. «Sta mettendo in ginocchio gli allevatori, che devono far fronte anche alle ataviche difficoltà degli allevamenti», lamenta Daghetta. Umberto De Agostino