«Il sogno è colorare Minerva e Castello»

di Anna Ghezzi wPAVIA Per sbloccare l'autorizzazione a illuminare di colori il ponte della Libertà ci era voluto il Gabibbo. Dopo le feste, inizieranno i lavori per la più grande installazione che l'artista Marco Lodola abbia mai realizzato. Luminalis, «una sorta di neologismo che ricorda luce e ali», spiega Lodola, superstar della luce che ha creato anche il premio per X-Factor e illuminato la biennale di Venezia. «Il progetto l'ho consegnato in Comune che c'era il sindaco Capitelli. I primi ad offrirsi di sponsorizzarlo erano stati i titolari della Edilcile di San Genesio – spiega Lodola – Il nonno aveva messo i primi neon bianchi aul ponte. Poi si era parlato di una sponsorizzazione da parte della Fondazione banca del Monte, ma era sfumata. E tra burocrazia e soprintendenza avevo perso le speranze». «Mi sono ispirato ai ponti di tutto il mondo – spiega – Spero che la mia installazione artistica renda più felici e ispirati quelli che guardano il nostro ponte: è un non luogo, sospeso, le ali sono il simbolo di questa libertà che dà anche il nome a quello che tutti chiamano ancora il ponte dell'impero. E' un regalo che faccio alla città che amo. Non so quanto costi il progetto di luci per la strada e quanto il mio, si tratta di mettere pellicole sull'illuminazione esistente e altri led. Ma non ho fatto elemosine politiche: ho presentato il progetto anni fa, la giunta ora ha deciso di realizzarlo. Il mio sogno è un percorso di luci e colori con la Minerva, il Castello». C'è crisi, 150mila euro per delle luci sono tanti: «Potevano darli ai poveri, chiudere i buchi nelle strade diranno – afferma l'artista – ma è un discorso in cui non voglio entrare: bisognerebbe chiudere i musei?».