«Non ho più un lavoro vivo al freddo e al buio»
«Noi in qualche modo abbiamo cercato di dargli una mano, mettendolo in contatto con l'assistente sociale. Ma la sua situazione è piuttosto complicata». Morena Taffarello, assessore ai Servizi Sociali, dice di essere perfettamente al corrente della situazione di Pier Paolo Antonelli ma non si sbilancia. «Si è rivolto al Comune per chiedere aiuto, certo – aggiunge l'assessore – ma non è così semplice. Ci sono delle difficoltà oggettive che non ci permettono, al momento, di dargli un aiuto più di quanto già non abbiamo fatto fino ad ora». di Giovanni Scarpa wLANDRIANO Le candele accese servono appena ad illuminare la stanza, ma non a riscaldarla. Il gas ormai manca da settimane, ma tanto quando non hai da mangiare serve a poco. Anche se la doccia fredda, d'inverno, è dura da fare. «A dire il vero mi avevano tolto anche l'acqua, ma almeno quella me l'hanno ridata». Pier Paolo Antonelli, 40 anni, ex infermiere, vive così da due mesi. Niente corrente elettrica, niente gas, niente da mangiare. Perchè quando hai perso il lavoro la spesa non la puoi fare. «E le bollette non le puoi pagare» dice mentre impugna le ultime fatture arrivate. Comprese due multe che, sono "lievitate" a 3258 euro grazie a more e sanzioni aggiuntive per il mancato pagamento. Per pudore non voleva raccontare la sua storia. Solo la disperazione lo ha convinto a giocarsi quest'ultima carta. Vive a Gualdrasco, frazione di Vidigulfo, nell'appartamento dove stava con la madre, morta qualche settimana fa. «Sono per forza di cose già in ritardo con l'affitto, che prima pagava mia mamma – spiega –. Fra non molto dovrò anche lasciare la casa». In realtà lui risiede a Landriano, dove ha un bilocale. Ma è occupato e gli inquilini sono anche loro in difficoltà. «Ho chiesto un aiuto, momentaneo, al Comune. Ma non hanno alzato un dito. Io sono infermiere, ho lavorato fino ad aprile. Poi mi hanno licenzianto. Avevo la possibilità di fare un corso per trovare un'altra sistemazione, ma non avevo i soldi per pagarlo. Ho chiesto un anticipo al Comune, ma non me l'hanno dato. L'opportunità è sfumata». Intanto passano i giorni, le settimane, i mesi. E finiscono anche quei pochi spiccioli messi da parte e con loro le certezze che tutto tornerà come prima. «La cosa più divertente, se la mia situazione non fosse drammatica, è che la società mi tratta come se nulla fosse successo. Devo pagare le tasse, le bollette, le multe. Fanno finta di non vedere che sono disperato e vivo come nel Medioevo». «Oggi, se perdi il lavoro, non ha scampo. Pochi mesi bastano per metterti in ginocchio». Gli unici a dargli una mano sono i vicini, che gli danno un piatto caldo per sfamarsi. Questo sarà il suo primo Natale stato di indigenza: «Sarà dura, perchè non ho neppure più famiglia. A volte, lo ammetto, quando sono solo al buio e al freddo, senza una prospettiva, mi chiedo se abbia ancora un senso vivere...».