Rapina al bar del centro sportivo la titolare è stata presa a sberle
di Adriano Agatti wSANTA CRISTINA Picchiata e rapinata nel bar del centro sportivo. Cristina Spada, 40 anni, è stata costretta a consegnare il denaro contenuto in cassa e i soldi che aveva in borsa. I banditi sono fuggiti con un misero bottino: poco meno di duecento euro in contanti. La rapina è stata denunciata ai carabinieri di Corteolona che hanno aperto un'inchiesta. Ecco la ricostruzione della drammatica vicenda avvenuta, mercoledì sera verso le dieci, allo Sporting Lovera sulla ex statale 234 Pavia-Cremona. Nei locali c'era solo la responsabile, Cristina Spada. La donna stava sistemando i locali per il lavoro del giorno dopo. Sono entrati due giovani. Uno di loro si è avvicinato alla donna che era vicino al registratore di cassa mentre il secondo è rimasto a due passi dalla porta a fare il «palo». «Dammi i soldi che hai in cassa», ha chiesto il primo bandito. Aveva un accento dell'est Europa ha poi raccontato la rapinata ai carabinieri. Cristina Spada ha obbedito e ha consegnato sessanta euro in contanti nel registratore di cassa. «Adesso dammi la tua borsa», ha ordinato di nuovo il bandito probabilmente non soddisfatto del misero bottino. La donna non è stata pronta ad obbedire e ha cercato di prendere tempo. Il bandito, per essere più convincente, l'ha presa a sberle. A questo punto ha obbedito e ha consegnato altri cento euro. I due banditi, entrambi erano a volto scoperto e non temevano di essere riconosciuti, sono usciti e si sono diretti verso il parcheggio del centro sportivo. Qui sono saliti a bordo di un'auto di piccola cilindrata e sono fuggiti a tutta velocità verso il Lodigiano. L'allarme è scattato con una telefonata alla centrale operativa dei carabinieri di Stradella. I militari sono arrivati al centro sportivo ma era troppo tardi. I banditi, infatti, hanno avuto il tempo sufficiente per far perdere le tracce. La titolare del centro sportivo ha raccontato i particolari della rapina e sono iniziate le indagini. Entrambi erano alti circa un metro e ottanta. Uno indossava una cuffia di lana mentre il complice era a volto scoperto. Avevano un'età di circa 30-35 anni. Probabilmente il centro sportivo di Santa Cristina è stato scelto a caso. I rapinatori erano alla caccia di un obiettivo «facile» da prendere di mira e quando hanno visto la donna sola si sono resi conto che la rapina non era molto difficile. E così sono entrati in azione. Adesso gli investigatori cercheranno di ricostruire i loro volti con un identikit. Ma per il momento non ci sono altri indizi per dare un nome e un volto ai responsabili dell'ennesima rapina messa a segno nel territorio della provincia.