«Fausta, donna generosa, pensava prima agli altri»
PAVIA «Fausta Beltrametti emanava una luce interiore, trasmetteva serenità. Non pensava alla sua malattia ma si dedicava agli altri, ai suoi familiari in particolare». Dal pulpito della basilica di San Michele, don Giulio Lunati si rivolge al marito, l'ex ministro Giulio Tremonti, e ai figli Luisa e Giovanni. Attorno a loro tante persone. Ci sono gli amici di sempre, il direttore scientifico del San Matteo Remigio Moratti, i senatori Umberto Bossi e Roberto Calderoli, molti sindaci della provincia di Pavia e molti ufficiali della Guardia di Finanza. Ma anche il presidente del San Matteo Alessandro Moneta, medici e infermieri dell'ospedale che hanno seguito negli anni il calvario di Fausta Beltrametti, divenuta portavoce dei malati. La preghiera rivolta nel 2007 al Papa, in occasione della sua visita pavese, è scolpita nel marmo all'ingresso del Dea. Fausta Beltrametti aveva 66 anni, era nata a Brescia il 18 giugno del 1947. Ma il padre Luigi era un clinico pavese, allievo del professor Ferrata. Era stata allieva del collegio Ghislieri e durante gli studi di Lettere classiche a Pavia aveva incontrato Giulio Tremonti. (m.g.p.)