«I fondi per il Cnao sono in arrivo, ora si parte davvero»
PAVIA Dovrebbero arrivare i soldi che consentiranno la sopravvivenza del Cnao. «Ho saputo che Regione Lombardia ha emanato le tariffe da destinare al Centro e sono in attesa della comunicazione ufficiale che potrebbe arrivare entro pochi giorni». Ad essere fiducioso è Erminio Borloni, presidente del Centro di adroterapia oncologica, il primo in Italia ad usare tecnologie di nuova generazione per la cura dei tumori. L'unico in Europa ad aver ottenuto le marcature Cee sull'intero dispositivo. E questo significa che la fase sperimentale è terminata e che le apparecchiature sono affidabili. «Con le marcature e le tariffe – precisa il presidente della Fondazione – possiamo dire di aver messo in sicurezza il futuro del centro di Pavia». Dal prossimo anno, nella grande struttura di via Campeggi, i pazienti potranno quindi essere sottoposti a terapie all'avanguardia per quei tumori resistenti alle cure convenzionali. Finora, come stabilito nella fase di sperimentazione clinica con protoni e ioni carbonio, richiesta dal ministero della salute, sono stati coinvolti circa 200 malati, nel 2014 si prevede di curare un numero minimo di 600 pazienti per arrivare, nel giro di un paio di anni, a circa 2mila malati di cancro per i quali l'adroterapia rappresenta l'unica prospettiva. E i dipendenti, ora un centinaio, il prossimo anno saliranno a 120. «Adesso, dopo aver ottenuto le marcature Cee, potremo accogliere i pazienti per i quali non esistono altri sistemi di cura – spiega Borloni -. E questo comporterà un progressivo sviluppo della struttura che crescerà anche in termini di posti di lavoro». I pazienti arriveranno da tutta Italia, ma anche dal resto d'Europa. Si tratta di pazienti affetti da tumori non operabili, vicini ad organi critici o radio-resistenti. Al Cnao potranno accedere al sincrotrone, in grado di accelerare fasci di particelle che colpiscono direttamente le cellule tumorali, preservando quelle sane. «Non dovrà essere pagato alcun ticket – precisa il presidente – i trattamenti saranno a carico del servizio sanitario nazionale, fatta eccezione per i pazienti in arrivo dall'estero» .Terminata la sperimentazione quindi per 23 protocolli, tra cui i tumori di testa e collo, pancreas, fegato, melanoma oculare e prostata ad alto rischio. Non solo. Partiranno nuovi studi, come quello per il cancro ai polmoni, mentre è già in preparazione, in collaborazione con l'Istituto nazionale dei tumori, il protocollo per i trattamenti dei tumori pediatrici. E del futuro di queste terapie si parla in questi due giorni di workshop al Cnao con la partecipazione di illustri scienziati. Stefania Prato