Roselli: «Niente di anomalo sconfitti da avversari più forti»
PAVIA Ci fu poca storia il 14 aprile 2013 a Trapani, nella prima delle due gare giocate dal Pavia che figurano nella lista di quelle ritenute sospette. Ma il 3-0 finale non si può certo considerare una sorpresa: il Pavia era reduce dal bel successo sulla Cremonese in un periodo di declino azzurro (6 sconfitte in 9 gare), mentre i siciliani - poi primi e promossi in B - nel girone di ritorno vinsero 11 gare su 16, non perdendo mai. L'uno-due di Pagliarulo e Mancosu chiusero la sfida già nel primo tempo. Con l'Albinoleffe di Pala, la settima dopo, la sconfitta nacque dal rigore (dubbio) trasformato da Pesenti e dal raddoppio di Taugourdeau, dopo che il Pavia aveva centrato un clamoroso palo con Di Chiara. «Noi eravamo in lotta per evitare i play out – racconta l'ex allenatore Giorgio Roselli – ma sia a Trapani che in casa contro l'Albinoleffe ci trovammo ad affrontare avversari nettamente superiori e restammo poco in gara. In quel periodo avevamo grosse difficoltà con squadre di quel calibro». Niente di anomalo, dunque: «Le procure comunque fanno il loro dovere, il rispetto delle regole per me è fondamentale. Bisognerà poi vedere quanto dei sospetti troveranno un fondamento concreto». In Lega Pro i club coinvolti sono una quarantina, più della metà del totale. Più in generale, per Roselli «ci sono tanti personaggi che girano attorno al mondo del calcio e tutti dobbiamo stare attenti. A rischio è soprattutto chi, nelle serie inferiori, fatica economicamente ad andare avanti perché magari non viene pagato dalla sua società». (l.si.)