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il ricordo Pavan, grande amico di Pavia e dei sardi nMario Pavan, di cui recentemente si sono ricordati i 10 anni dalla scomparsa, entomologo di fama, difensore dell'ambiente (è stato ministro per 100 giorni con il Governo Fanfani nel 1987), professore emerito dell'Università di Pavia e appassionato viaggiatore (come ha ricordato "La Provincia Pavese" si definiva "un selvatico naturalista vagamondo in prestito alla civiltà"), fu un grande amico del Circolo culturale sardo "Logudoro" e della Federazione delle associazioni sarde in Italia. La sua collaborazione con il Circolo pavese (presieduto fino al 1995 da Filippo Soggiu) e la Federazione si manifestò in maniera particolare per l'organizzazione di tre convegni. Il primo, svoltosi a Pavia nel 1992, fu incentrato sulla tutela dell'ambiente ("Sardegna, natura e mare da proteggere") e si concluse con una mozione inoltrata alle Autorità europee, allo Stato Italiano e alla Regione Sarda e a quella di Corsica. Tra gli oratori, oltre Pavan, l'allora rettore dell'Ateneo pavese Schmid, specialisti pavesi (Ambrogio Robecchi Mainardi, Aldo Alborghetti) e sardi (Antonio Milella, Giovanni Pigozzi). Gli atti furono pubblicati a cura di Gesuino Piga e di chi scrive e diffusi presso autorità e istituzioni italiane, nonché presso i Circoli sardi sparsi nel mondo. Un terzo delle 152 pagine del volume è opera di Pavan. Filippo Soggiu, poi eletto presidente della Fasi, chiamò a Brescia Pavan come relatore del Convegno "Sardegna nel Mediterraneo. Natura, turismo, salvaguardia delle coste" (1995). Pavan tenne un discorso magistrale sulla necessità di salvaguardare il sistema integrato delle acque del Mare Mediterraneo e del Mar Nero. Il 17 e 18 giugno 2000 il Circolo "Logudoro" e la Fasi organizzarono, presso l'Università di Pavia, un seminario sui processi di desertificazione relativi ad alcune regioni mediterranee (tra cui la Sardegna) e sui programmi di tutela (in collaborazione con le Università sarde di Cagliari e Sassari). Pavan vi presentò una relazione sul "dramma della situazione ecologica mondiale". Tutti questi saggi sono indicizzati nell'accuratissima bibliografia degli scritti di Pavan pubblicata nel 2004 da Alberto Fanfani e Augusto Vigna Taglianti. Chiudo con un richiamo del documento finale proposto da Pavan nel 1992 ai convegnisti pavesi. In esso si raccomandava: "Nell'interesse di uno sviluppo armonico del territorio, le attività litoranee - seriamente controllate - evitino alterazioni, deturpazioni, afflussi umani eccessivi dannosi per la conservazione degli aspetti estetici e naturalistici che hanno conferito alla Sardegna interesse internazionale e un potere di attrazione di primaria importanza dipendenti dalla sua integrità ambientale". Certo - bisogna amaramente considerare - la furia del Ciclone Cleopatra è stata subitanea e travolgente ma se, specie ad Olbia, si fossero seguite le "raccomandazioni" di Pavan, i danni sarebbero stati sicuramente inferiori. Paolo Pulina Esecutivo nazionale Fasi pavia San Siro, cancellata la mia proposta nPassata la festa del Santo Patrono e consegnate le benemerenze di San Siro vorrei serenamente, senza motivazioni politiche, fare alcune doverose precisazioni rivolgendomi al Sindaco e al Comitato organizzatore dei "Sansirini". Non ho capito perché la mia proposta di attribuire la benemerenza allo stesso Santo sia stata riportata sulla stampa locale, ovviamente su indiscutibile segnalazione del competente ufficio comunale, come se il candidato fosse stato il vescovo di Pavia (cosa ovviamente quanto mai imbarazzante sia per lui che per me). Non capisco neanche perché, dopo una mia sollecita e pubblica smentita, sia San Siro (il proposto) che il mio nome (il proponente) siano stati totalmente cancellati nel secondo comunicato stampa del Comune. Che cosa può essere accaduto? Mi astengo da qualsiasi commento. Entrando, poi, nel merito della mia proposta, ribadisco che io intendevo suggerire, certo che un santo non abbia bisogno di benemerenze, che il 2013 rimanesse negli annali di Pavia come l'anno storico del ritorno di San Siro nel suo splendido altare. Ho avuto molte espressioni di apprezzamento e di rimpianto per un'altra occasione perduta dalla nostra città (molti hanno detto "il Comune non ha capito"). Ma di occasioni perse io, arrivato da Genova a Pavia nel 1972, con grandissimo entusiasmo per la fama della città stessa, ne ho viste purtroppo moltissime, di varia importanza. C'è dell'altro che vorrei capire: che fine fa la gran folla di Pavesi che si accalca ogni anno davanti all'urna del Santo Patrono per rendergli omaggio il giorno di San Siro, così come accade per Santa Rita nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro? Esclusa qualche eccezione, per tutto il resto dell'anno, c'è, infatti, il vuoto assoluto! A dire il vero, un mio parente cardinale mi confidò tempo fa che più che i santi, purtroppo, in queste occasioni si celebra l'avvenimento, trasformando la ricorrenza religiosa in un rito quasi pagano. Sebastiano Caronni Orsenigo LA POLEMICA Le strade-disastro e le dimissioni nSono disgustato, esterrefatto e disorientato dalla situazione riferibile allo stato di manutenzione delle strade della provincia di Pavia. Buche che somigliano a crateri, avvallamenti, guardrail mancanti o mal ridotti e chi più ne ha più ne metta. Da segnalare con forte preoccupazione la mancanza di segnaletica orizzontale che, soprattutto durante le giornate di fitta nebbia, contribuisce a rendere le strade estremamente pericolose. Detto ciò vorrei sapere come gli amministratori locali interessati dal problema intendano affrontare la questione. Meglio sarebbe evitare risposte di circostanza come ad esempio "mancano i fondi" oppure "il patto di stabilità ci lega le mani" eccetera. Occorrono risposte concrete, tangibili, oggettive e tempestive perché i cittadini pavesi hanno tutto il diritto di avere servizi consoni alla tassazione imposta da enti locali e governo centrale. L'alternativa etica e morale, a mio avviso, sarebbe quella di rassegnare le proprie dimissioni; non certamente per incapacità amministrativa ma come segnale politico di cambiamento e di protesta. Paolo Ranzini coordinatore provincia di Pavia Fronte Indipendentista Lombardia mortara Un altro progetto contro la Lomellina nApprendiamo del progetto di 22.000 metri quadri della ditta Eco-Trass che tratterà rifiuti industriali a Mortara. Molte sono le nostre obiezioni a un simile insediamento. Ricordiamo brevemente a chi volutamente se ne dimentica che tutte le criticità presenti, da noi denunciate al Ministero dell'Ambiente nel 2012, sono monitorate anche, e non solo, dal Tavolo di Parona istituito dalla Regione per analizzare gli inquinanti già oggi presenti nell'aria e sui terreni della zona compresa tra Vigevano, Parona, Mortara e Olevano per la miriade di impianti IPPC presenti, per l'inceneritore di Parona, tra i più inquinanti della Lombardia, per il divieto di consumare a Parona uova e pollame del posto data la presenza accertata di diossine, per le polveri sottili per lunghi periodi di gran lunga oltre i limiti di legge. È folle dare il via oggi all'insediamento presso il Polo Logistico di Mortara di una ditta che lavora rifiuti industriali da spalmare sui terreni agricoli, quando c'è già un depuratore che tratta liquami industriali. Un ulteriore sfregio all'ambiente che non si può più giustificare con il solito ritornello dell'incremento di posti di lavoro perché tutti sanno che è una frase priva di alcuna sostenibilità. Se si vogliono veramente creare posti di lavoro si pensi a una ditta di riciclo e si faccia una seria raccolta differenziata spinta. Suggeriamo poi al presidente del Cipal, Colli, di non pensare che la sua missione sia solo quella di vendere i terreni del Cipal, come dichiara alla stampa. Si prefigga invece l'obiettivo di venderli solo a ditte che danno reali garanzie perché il Cipal non è un'agenzia immobiliare, ma un consorzio di comuni che può e deve mettere paletti ben definiti. Non basta la visita di agosto nel bergamasco a garantire la sostenibilità ambientale di una ditta. Se è così ecologica, come dice il suo nome, convinca Eco-Trass a presentare un serio progetto di riciclo e ovviamente con il vincolo di assumere solo persone del posto. Alda La Rosa Associazione Futuro sostenibile in Lomellina pieve porto morone Il mancato omaggio ai funerali di Grossi nNon avrei mai preteso che l'attuale amministrazione si accollasse l'onere di accompagnare in chiesa il suo feretro con una carrozza trainata da cavalli, o con una banda musicale che suonasse la marcia funebre, o che il coro della Scala cantasse l'Ave Maria durante la messa . Ma, caro sindaco Cobianchi, se non erro il nostro amico Guido Grossi è stato candidato sindaco (elezioni 2004) nonchè assessore in una legislatura del compianto Luigi Aglieri e consigliere comunale con l'amministrazione Corona. Pensavo che sarebbe bastato un manifesto dell'amministrazione comunale che si associasse al dolore dei parenti, o almeno che ci fosse stato il gonfalone del Comune a precedere il corteo funebre. Mi consola il fatto che alla mancanza del Comune di Pieve Porto Morone, abbiano sopperito i cittadini pievesi e tantissimi suoi conoscenti venuti da tutte le regioni d'Italia. Grazie. Siro Zangrandi