«Fosse vero mi ammazzerei»

di Antonino Palumbo wROMA «Mai e poi mai ho pensato minimamente di poter truccare una partita. Se venisse dimostrato, vado in piazza e mi ammazzo», dice Rino Gattuso in collegamento telefonico con SkySport. Ringhio, no. Non può essere. L'hanno pensato in molti, ieri. Perché quando uno pensa al carattere, alla grinta, alla foga agonistica, alla voglia di vincere nel calcio pensa a Gennaro Gattuso detto Ringhio, 35 anni, ex centrocampista del Milan. Lo stesso Gattuso indagato per truffa e frode sportiva. È il bianco che si fa nero, il bene che muta nel male, l'eroe buono che diventa malvagio. «Sono arrabbiato e offeso. Ma sono sereno e vado a chiarire tutto. Non voglio avere macchie sulla mia carriera». Gattuso, che non ha mai avuto la tecnica di Zidane, né la visione di gioco di Totti, è stato l'emblema del calciatore che conquista per la sua generosità, tranne quando diventa troppo focosa, il senso della fatica, la propensione alla lotta. Il 35enne di Corigliano è stato uno dei simboli della vittoria della Nazionale ai mondiali di Germania 2006, giocati recuperando a tempo di record da un infortunio. Quello di Berlino contro la Francia, al termine di una finale assai sofferta e vinta ai calci di rigore, fu il trionfo di un gruppo che voleva cancellare, almeno per qualche settimana, il peggio del calcio nostrano, sconvolto dall'inchiesta di Calciopoli. Il trionfo di quelli come Grosso, Materazzi e Gattuso, oltre che del "Pallone d'oro" Cannavaro, di Totti e di Buffon. Finito fra gli indagati del nuovo filone d'inchiesta assieme a Cristian Brocchi e un'altra ventina di indagati, Gattuso ha dovuto del resto lottare sin da subito per coronare il suo sogno di calciatore. A 12 anni ha dovuto lasciare la sua Calabria per trasferirsi alle giovanili del Perugia, a 18 anni è riuscito a esordire in serie A con gli umbri per poi andarsene ai Rangers di Glasgow. La Scozia, terra di combattenti per antonomasia, lo ribattezza Braveheart. Rientrato in Italia nel 1998, alla Salernitana, Gattuso si è trasformato calcisticamente da brutto anatroccolo a ruvido cigno nel Milan. In rossonero ha vinto tutto: scudetti, coppe campioni, titoli mondiali per club. Fuori dal campo, la sua grinta si è tradotta nella creazione della Onlus "Forza Ragazzi", in aiuto ai giovanissimi meno fortunati della Calabria. Che ora, come lui, sperano si tratti solo di una bolla di sapone, di quelle brutte che non ci puoi giocare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA