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PAVIA Dosso verde, aiutiamo i nostri bambini n A seguito dell'evento organizzato il 28 novembre " Una Lim per il Dosso verde" vorremmo presentarci a tutti: siamo alcuni genitori dei bambini che frequentano questa struttura. Negli ultimi anni abbiamo cercato di affiancare l'Istituto e la scuola nella convinzione che lavorare tutti in sinergia possa essere la modalità giusta per sostenere i nostri figli. Vorremmo ringraziare tutte le figure che lavorano al Dosso Verde e per il Dosso Verde, e vorremmo ricordare a tutti che questa è una realtà di eccellenza! Viene svolto un programma riabilitativo accurato per ogni singolo bambino al quale si affianca un percorso didattico ad hoc con la finalità di valorizzare i punti di forza , le abilità e le potenzialità. É molto importante per tutti i bambini che ne soffrono e anche per i loro genitori che si parli dei disturbi dello spettro autistico e dei disturbi pervasivi dello sviluppo. Ed è altrettanto importante che si sappia che l'intervento nella prima infanzia e nell'età scolastica permette di ottenere miglioramenti decisi nell'evoluzione del disturbo stesso. Per questo ogni anno chiediamo l'appoggio dei comuni di residenza affinché siano disponibili nell'assegnazione degli assistenti scolastici; per questo chiediamo la collaborazione della nostra direzione didattica . Purtroppo non sempre ci vediamo supportati e questi disservizi, oltre a creare pregiudizio ai singoli bambini rischiano di vanificare gli sforzi e gli investimenti fatti in una struttura che ha pochi eguali nella nostra realtà regionale e nazionale così da compromettere i percorsi riabilitativi individuali che abbisognano di costanza, continuità e pianificazione. Ci auguriamo che gli enti interessati facciano il massimo sforzo per rispettare i diritti dei bambini e sostenere il lavoro di tanti. Grazie ancora alle suore, all'equipe medica, agli educatori, alle insegnanti, agli assistenti, psicomotriciste e logopediste e alle operatrici dell'istituto. Se è vero che si parla di emergenza autismo l'esistenza di centri come il Dosso Verde diventa necessaria. Elisa Spairani, Lucia Pieri rappresentanti dei genitori BRONI-MORTARA L'Expo non ha bisogno dell'autostrada n Nella nostra provincia non passa giorno che non ci siano convegni e dibattiti sull'Expo 2015 che ha come tema: "Nutrire il pianeta". Durante questi appuntamenti viene sempre sottolineata la grande opportunità per agricoltori, viticoltori, commercianti e albergatori che, grazie ai prestigiosi prodotti del nostro territorio quali riso e vino ma non solo, abbinati ad un percorso turistico, porterà benessere nell'immediato e ci proietterà in un circuito di esportazioni anche per il futuro. Fin qui tutto bene, quello che mi stupisce però è che a tali convegni partecipano anche politici ed esponenti di varie associazioni di categoria che sostenendo la costruzione dell'autostrada Broni-Mortara entrano in una grossa contraddizione con loro stessi. Questi sostenitori del «sì» non si presentano peraltro mai al confronto pubblico con i cittadini per spiegare le loro ragioni, così come hanno disertato in massa l'incontro pubblico promosso dai comitati e associazioni del «no all'autostrada», tenutosi a Pavia il 22 novembre scorso. Un simile comportamento non può che destare qualche sospetto. Simone Boroni Rivanazzano Terme POLITICA Italia, devi riprendere dai fondamentali n Dal paese dei balocchi si torna indietro: diversi. Il ventennio trascorso era stato presentato come il tempo di esplosione delle libertà: tutte le libertà nel privato e nel pubblico. Man mano Pinocchio si è svegliato. E sono dolori. Nelle more il burattino, che nonostante tutto aveva parvenze umane, è diventato somaro. Come fare a diventare un ragazzino perbene? Ma da dove è arrivato questo mondo qui? Possibile che non me ne sono accorto? E come la vai a spiegare la storiella a chi in piazza, con forconi e senza, grida che ha capito dov'è il bandolo della matassa e perciò buttiamo tutto in aria. Mia sensazione è che ha capito un bel niente a stare a quel che si vede e si sente. Il malessere va manifestato, ma con quali parole d'ordine? La protesta perchè sia efficace deve essere organizzata.Ma chi si presenta in testa? Guai poi se la protesta non ha obiettivi chiari. Ho cercato di capirci qualcosa nei servizi giornalistici. Han preso parola figure(in qualche caso figuri) esprimenti livore minaccioso senza logica e costrutto. Come venirne fuori? Lavorando di intelligenza critica,rimettendo in fila con pazienza i tasselli del vivere umano. Esemplifico: La solidarietà: la vogliamo piantare con la storia di diritti acquisiti per sopportare stipendi/pensioni da nababbi, privilegi e macchine blu... Bisogna aiutare chi è indietro! Il lavoro: l'idea da paese dei balocchi che lavorando al minimo si possa tenere è falsa. Va onorato il concetto di lavoro e chi crea lavoro. La cultura: gli operatori (di scuola,arti letterarie, museali, teatrali,musicali...) devono riappropriarsi del ruolo vitale in questa società sempre più ignorante, rozza,pressapochista, acritica. L'onestà: le regole di convivenza non possono essere elastiche. Il merito (capacità più impegno) deve essere il metro per progredire da partenze possibili a tutti. Si, abbiamo bisogno di ricominciare daccapo, dai fondamentali. Paolo Pizzo Pavia SANITÁ Dolore sconfitto alla «Beato Matteo» n Ho letto con interesse l'articolo apparso il 5 dicembre avente per oggetto la "nuova" tecnica contro il dolore cronico messa a punto dalla Fondazione Maugeri ed applicata a tre pazienti "tra i primi in Italia". Nel condividere appieno la validità della terapia "innovativa" desidero raccontare la mia storia personale, affinché sia di incitamento a questi medici, che si prodigano per alleviare sofferenze croniche, ma al tempo stesso renda merito a chi, da quasi quattro anni, ha ridato a me e alla mia famiglia una serenità impagabile. Sottoposta otto anni fa a protesi totale al ginocchio destro, intervento peraltro eseguito ad opera d'arte, ho da subito iniziato a sopportare dolori indicibili causati da un interessamento del sistema neuropatico, che forse non ha gradito l'intrusione di un "corpo estraneo". Tralascio i "viaggi della speranza" da me intrapresi, sempre indirizzati a ortopedici più o meno famosi. La svolta si è verificata quando, su suggerimento del medico curante Livio Ragone di Vigevano, ho conosciuto il dottor Francesco Marino, responsabile del servizio di Anestesia dell'Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano, oltre che del servizio di terapia del dolore, affiancato dal dottor Guido Zini. In tempi veramente stretti, e con una dose di professionalità, umanità e pazienza richiesta per chi, come me, aveva perso la speranza di annullare il terribile dolore compagno di ogni istante, mi sono trovata in sala operatoria per l'applicazione del neurostimolatore. In fase preliminare mi è stato applicato esternamente e, dopo 2 mesi di prova, in tasca sottocutanea. Il tutto esattamente il 9 aprile 2010! Un grazie infinito ai miei angeli custodi dott. Francesco Marino e dott. Guido Zini, che non conoscono orari, festività e forse ferie, sempre al servizio di pazienti spesso poco "pazienti" ed anche al team della Fondazione Maugeri, che ha comunque alleviato le sofferenze croniche ben note a chi le ha provate sulla propria pelle. Maria Luisa Caserio Maniezzi Vigevano RICORDO Pavia, il mio corso Garibaldi nCurs Garibaldi tänti an fa l'era propi quel li / äl nostar mond äd la matina ä la sira l'era insi, gh'eran tanti negosi chi vendivan tutcos / un qualdú ieran picul e di altär eran gros. I salume e i drugher ieran pusè invitänt / i bar, i cafe e l'edicula ieran i püsè impurtänt, / gh'era al gelato püsè bon ad la via / la fasiva Armando in la so gelateria. Al Triclinium l'era sempar pien ad giuvnot /äl restava vert un po tardi (fina ä la vuna äd not), äl venerdi da sira gh'er la libera uscita da quei spusä / perchè i altar sir pori "tapin"i stavan sempar in ca. Angelo al barbe äs pö propi no dimentical / äs pasava in la so butega a sentì quatar bal, / Cesco äl feramenta cui so ciod e i ranel brunsà / la so dona la ciamava quand l'era fora in la strà, Sergio l'era al re dal bigliard cun la steca / vint pont ai nuänta par una partida seca, / Drupi äl girava cun al so bel burson / l'era giamò un cantant änca sensa canson / Bruno g'hò sed cam dagha un bel spumino / fumavam i sigaret ma l'era mei un panino. Al'uratori bei sudà a curag adre al balon / ma prima duivam fa i compit e studià la lesion / i campan ad S. Prim i sunavan par la S. Messa / i fiulet in Cesa la davanti a sinistra i fasin ressa. La dumenica l'era no festa sensa la materia prima / par invidà una fiöla l'era trop tardi / (äs duiva pensagh prima), In quatar o in cinc cuminciavam a caminà / trè o quatar vasc in tal Curs par cercà da cucà, "signorina äm permeta la pödi acumpagnà?" / le la fa un no cum la testa e mi so pü se fa. Äncä sta volta l'è andata un mo da cän / speruma äch la vaga un po mei dumän, / Curs Garibaldi at traversi un mo änca stamatina / tüt äl par un mo istes ma at set pü quel ad prima. Armano Mazzoni