Mortara-Alessandria il derby privato del cecchino Mossi

MORTARA La Expo Inox inizia la serie dei derby, tre in fila, con cui chiuderà un indimenticabile 2013 ed aprirà un 2014 tutto da scrivere. Alessandria in casa, Pavia fuori, Tortona in casa sono gli appuntamenti dei prossimi venti giorni a chiudere il girone di andata, ognuno con la sua storia, tutti col loro fascino e la loro piccola grande tradizione. Stasera si comincia al palaGuglieri con la sfida ad Alessandria, match andato più volte in scena in Dnc e che per Marco Mossi, nato e residente in provincia di Alessandria, è un derby nel derby tant'è che lo scorso campionato, al PalaCima solo dieci mesi fa, ne mise 37 in una volta sola. «Sì, per me è una gara particolare perché sono alessandrino, conosco società e molti giocatori, ho giocato spesso da avversario – conferma Mossi –. Ma quello che conta stasera è vincere perché per noi è uno scontro diretto. Alessandria è ultima in classifica, ma con soli quattro punti meno di noi in una graduatoria corta e pericolosa. Vincere vorrebbe dire mettere altri due punti tra noi e loro e cominciare ad avere a nostro favore un pezzo di scontro diretto». La Expo Inox viaggia in posizione di centro classifica, ma lo swingman gialloblu resta piedi bene a terra e ricorda quali sono gli obiettivi di squadra e società: «Il nostro traguardo è salvarci, magari con tranquillità e con un po' di anticipo e per questo dobbiamo gestire bene e provare a vincere con Alessandria. Gli altri due derby, invece, sono contro squadre diverse e con obiettivi altrettanto diversi». Mossi non mette le mani avanti, ma puntualizza: «Tortona sta uccidendo il campionato come era nelle previsioni, tanto più dopo sette vittorie in fila. Ha caratteristiche definite ed un obiettivo solo e dichiarato. Pavia ha gli stessi nostri punti, ma è formazione che si pone altri traguardi e, anche dal punto di vista della profondità della rosa, è superiore a noi». Questo non significa che Mortara non ci proverà, anzi. «Sì, ma già da stasera dovremo giocare con grande spirito e determinazione, mettere la foga che i giocatori di Piacenza hanno saputo trovare per cercare e volere il tap in vincente che sabato all'ultimo secondo ci è costato la gara in casa. Ed è un peccato, perché, al di là dell'epilogo, abbiamo buttato via la partita nei primi due quarti giocati con molti errori, poca collaborazione ed attenzione. Poi, negli ultimi due, non è stata casuale la rimonta da -18 fino alla parità e ad avere i palloni per vincere». Luca Tardito, il lungo gialloblu rimasto fermo circa un mese per una distorsione alla caviglia, è intanto rientrato al lavoro a pieno regime. Fabio Babetto