Piano di recupero passo decisivo i fondi statali da 6,3 milioni

CERTOSA I progetti per il recupero della Certosa sono in attesa dei finanziamenti statali. Manca poco per sapere se il Governo destinerà fondi per il piano da 6milioni e 300mila euro redatto dalle due Soprintendenze, quella ai beni architettonici e quella ai beni artistici, «progetti già cantierabili» si legge nel documento della Direzione regionale per i beni culturali che indica tutti «gli interventi conservativi e le attività urgenti» da realizzare sul complesso. Il Senato ha votato la legge di stabilità che contiene un emendamento (presentato dall'ex assessore Centinaio ora senatore) per ottenere un finanziamento per i restauri della Certosa in occasione di Expo 2015. Perché servono con urgenza soldi per i restauri programmati. Circa 660mila euro per la sistemazione delle coperture della chiesa,almeno 2milioni e 612mila euro per il muro di cinta (ma ne servirebbero quattro), 4 chilometri di lunghezza, già messo in sicurezza nelle parti collassate. Un milione di euro per il chiostro grande e per le celle, dove è necessario il rifacimento di tetti e serramenti. E poi ci sono le risorse da destinare alla sistemazione del museo e i 40mila per il restauro dei graduali cinquecenteschi, 20mila euro per la manutenzione straordinaria del coro ligneo quattrocentesco della chiesa, restaurato negli anni '80. E ancora: 300mila euro per la revisione delle guglie della chiesa e altri 250mila per quella del campanile. Intanto sta proseguendo il restauro degli affreschi del Ghisolfi. Presto partirà la sistemazione del chiostro piccolo e dei bagni, oltre agli interventi strutturali e di valorizzazione al museo della Certosa. Quasi 600mila euro che le Soprintendenze ai Beni artistici e ai Beni architettonici hanno a disposizione. Sono già stati stanziati 250mila euro per la sistemazione dei bagni, somma recuperata dai proventi del gioco del lotto. Sono i servizi igienici all'interno di un edificio annesso al complesso, 10 bagni di cui solo una porzione, spiegano dalla Soprintendenza necessita di restauri. Poi dovranno iniziare i lavori al chiostro piccolo, altri 250mila euro per la sistemazione dei tetti e dei pluviali e per il restauro delle sculture in cotto di fine '400. . Poi ci sono altri 54mila euro il museo diretto da Letizia Lodi. Serviranno al restauro degli infissi, ma anche alla valorizzazione della struttura, con nuove iniziative, laboratori didattici, cicli di conferenze. E proprio il progetto di restauro degli affreschi di Ghisolfi, redatto da Lodi, ha ottenuto un finanziamento di 20mila euro dalla Fondazione comunitaria. Gli affreschi della metà del seicento e decorano le pareti del voltino che collega il chiostro grande a quello piccolo. Stefania Prato