Ex Diaspa, spedite sessanta lettere di licenziamento

SILVANO PIETRA Arrivano le lettere di licenziamento ai sessanta lavoratori dell'ex Diaspa di Corana, dopo l'apertura della procedura di mobilità da parte della curatela fallimentare, mentre manca ancora il via libera del ministero alla proroga di sei mesi della cassa integrazione straordinaria (da luglio a dicembre) che garantirebbe ai dipendenti la copertura salariale in attesa di ulteriori sviluppi. Questi sviluppi sono legati alla trattativa in corso tra Massimo Mustarelli, il commercialista pavese liquidatore di Striden Italia, multinazionale indiana ultima proprietaria dello stabilimento prima del crack, e una nuova cordata di tre imprenditori interessata a rilevare gli impianti e a riprendere la produzione (per l'industria farmaceutica). Uno scenario, dunque, estremamente complesso. Proprio per fare il punto della situazione e valutare le iniziative da mettere in campo, i sindacati riuniscono i propri iscritti. Ieri è toccato alla Femca Cisl, con il segretario Gianni Ardemagni; oggi all'Auser Voghera sarà il turno della Cgil. «C'è in gioco il futuro dei lavoratori, gente che in molti casi ha famiglia, figli, mutui da pagare e che dal novembre 2012 ha ricevuto solo un acconto di un migliaio di euro – avverte Ardemagni – Bisogna quindi sbloccare assolutamente la cassa integrazione e fare in modo che la trattativa sul passaggio di proprietà si risolva, possibilmente, in tempi rapidi, mantenendo gli attuali livelli occupazionali. Tutto questo – aggiunge il dirigente sindacale – anche perchè chi rileva l'ex Diaspa acquista una realtà con professionalità importanti e un know how molto sviluppato in particolare per le fermentazioni». Da qui l'appello alle istituzioni, non solo locali, perchè si adoperino per favorire lo sbocco positivo sia della trattativa con il curatore fallimentare, sia dell'incontro al ministero del 9 gennaio sulla questione-cigs. «Sarebbe poi estremamente utile e significativo – conclude Ardemagni – che il sindaco di Corana e degli altri paesi di residenza dei lavoratori congelino il pagamento delle tasse locali». (r.lo.)