Convegno a Garlasco «L'Imu penalizza i giovani agricoltori»

GARLASCO La seconda rata dell'Imu è stata estesa anche ai terreni agricoli. Con un'eccezione: chi possiede campi dichiarati agricoli, ma non ha i requisiti come coltivatore o imprenditore, avrà l'obbligo di pagare la seconda rata entro lunedì sulla base dell'aliquota stabilita dai rispettivi Comuni per il 2013. Lo ha chiarito ieri alle Rotonde Nicola Caputo, dirigente dell'area giuridico-fiscale di Confagricoltura, di fronte a un folto pubblico. L'organizzazione agricola guidata dal presidente Gianfranco Bensi ha organizzato il convegno di fine anno sul tema della fiscalità: legge di stabilità 2014, Trise (Tari- Tasi), Imu su fabbricati e terreni, società agricole e altro. Con Bensi e Caputo c'erano il giornalista Gian Paolo Tosoni e il direttore Luciano Nieto. «In questo modo l'Imu sui terreni a carico dei proprietari non conduttori renderà, in particolare per i giovani, l'affitto della terra ancora più difficile – ha commentato Caputo – Comunque, il saldo dovrà essere pari alla differenza tra l'importo dovuto per l'intero 2013 e l'ammontare del valore della prima rata che si sarebbe dovuta corrispondere per lo stesso anno, calcolata nella misura pari al 50% dell'imposta dovuta in base alle aliquote e alle detrazioni stabilite per il 2012». Lo stesso decreto, inoltre, non esenta dal pagamento i fabbricati a meno che non siano utilizzati per lo svolgimento dell'attività imprenditoriale. Il decreto non ha dettato altre indicazioni, per cui allo stato attuale è dovuta solo la seconda rata. E' definito imprenditore agricolo professionale (Iap) chi dedica alle attività agricole citate dall'articolo 2135 del Codice civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del tempo di lavoro complessivo e ricava dalle medesime attività almeno il 50% del reddito globale da lavoro. Umberto De Agostino