Secondo studio generici come farmaci brand

PAVIA Non ci sono differenze significative tra generici e brand. Queste, in sintesi, i risultati di uno studio condotto analizzando i dati dal 2008 al 2011, relativi ad oltre 350mila pazienti (età media 68 anni) appartenenti all'Asl di Pavia e ad altre 4 Asl lombarde (Bergamo, Lecco, Milano città, Milano 2-Melegano). Si tratta del primo studio con queste caratteristiche che, per portata e risultati, rappresenta un punto di partenza nella storia dei farmaci generici in Italia. Questo studio, ha confrontato popolazioni omogenee per età e sesso, in trattamento con farmaco brand o con il relativo farmaco generico, analizzando sei molecole specifiche per altrettante aree terapeutiche: displidemia, ipertensione, cardiologia, psichiatria, osteoporosi e diabetologia. Lo studio ha approfondito anche aspetti di farmaco-economia con l'obiettivo di analizzare l'impatto economico dell'utilizzo dei generici per la sostenibilità della spesa nel sistema sanitario italiano. «I farmaci a brevetto scaduto - ha dichiarato Giorgio Colombo, Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Pavia - rappresentano ad oggi, in Italia, quasi la metà del consumo territoriale e circa il 28% della spesa. Tuttavia la maggiore prescrizione si concentra ancora sui prodotti di marca a differenza di quanto avviene in altri Paesi europei dove si privilegia il generico con un consumo pari al 60-80% del mercato, contro il 15% dell'Italia. Il farmaco generico a brevetto scaduto può portare ad un aumento dell'efficienza dei sistemi sanitari e può aumentare la proporzione della popolazione che beneficia di una copertura sanitaria». (l.l)