Crisi Broni, il ds Achilli rischia di pagare per tutti

BRONI Clima teso in casa Omc Cignoli Broni: la sconfitta contro Ancona ha ridimensionato le ambizioni della formazione oltrepadana. Il direttore sportivo Andrea Achilli ha rimesso il suo mandato nelle mani della società per dare una scossa. Ma il dirigente responsabile Gianluca Caraffini non lo ritiene l'unico responsabile del momento negativo. Tuttavia non è da escludere che siano stati presi provvedimenti durante la riunione societaria, svoltasi nella tarda serata di ieri. «Io non mi aspettavo una presa di posizione di questo tipo da parte di Achilli – dice con stupore Caraffini –. Non è assolutamente lui il responsabile di questa situazione, anche se lui è il principale artefice di questo gruppo e della sua gestione da settembre ad oggi. Qualunque altro direttore sportivo italiano di serie A2, naturalmente con il nostro budget a disposizione, avrebbe controfirmato non due ma tre volte per avere le stesse giocatrici. Tutto quello che ha fatto lo ha fatto con il pieno appoggio della società». Achilli rischia il posto? «Io personalmente non ho alcuna intenzione di chiedere le sue dimissioni - risponde Caraffini –. Cosa vogliano fare gli altri dirigenti non lo so. Ma spero che se ne venga fuori senza una decisione di questo tipo, perché non ha senso in una realtà come Broni: siamo amici e andremo avanti insieme. Non è ammissibile che qualcuno venga cacciato perché la squadra non sta dando quello che potrebbe dare». In tribuna si sente qualche mugugno: «I tifosi hanno ragione a lamentarsi – dice Caraffini – Continuano a seguirci numerosi e calorosi ma di fronte a prestazioni come quella contro Ancona, pessima sotto ogni punto di vista, è giusto che si indispettiscano» . La stagione da trionfale rischia di diventare fallimentare: «C'è ancora la possibilità di dimostrare il nostro valore - conclude Caraffini - Ci siamo però complicati la vita e adesso gli obiettivi vanno rivisti. Se in estate davamo per scontato l'accesso nelle prime quattro, adesso dobbiamo pensare ad entrarci». Franco Scabrosetti