dnb, la capolista
TORTONA Un successo dietro l'altro per una formazione in crescendo di forma e amalgama. Il primo posto del Derthona basket non è quindi casuale, ma deriva da un'attenta pianificazione di una formazione equilibrata in estate, con innesti importanti, su tutti Venuto e Rotondo, due elementi che hanno pochi eguali in categoria, senza trascurare gli ottimi Cernivani e Vitali, che hanno dato spessore tecnico e atletico al gruppo degli ultimi due campionati, oltre al rinforzo eccellente in corso d'opera di Viglianisi, forse il miglior giovane del girone, in grado di fare superare senza scossoni la lunga assenza del capitano Gioria infortunato. Ma è un filotto di sette vittorie, otto in totale contando anche la grande impresa alla seconda di campionato contro la Fortitudo Bologna, che nasce anche dalle lezioni percepite in due sconfitte: il debutto a Empoli, con la squadra tortonese che si è consegnata docile ai forti toscani, e la rimonta subita alla terza di campionato a Pavia, dopo avere giocato per tre quarti di gara un basket eccellente e soffrendo il ritorno dei pavesi per subire la rimonta finale. Da qui e dall'infortunio di Gioria sono arrivate capacità di compattare il gruppo, fare crescere determinazione e migliorare nello scacchiere tattico che ogni domenica disegna con grande attenzione e stimolo il coach Antonello Arioli. «Le due sconfitte possono starci, vista la caratura degli avversari, anche in una formazione che punta al vertice. Non abbiamo perso due partite qualsiasi: il calendario ci ha messo subito di fronte a tre partite contro squadre di alta classifica, come Empoli, Fortitudo e Pavia», ricorda il direttore sportivo Marco Picchi. «Tuttavia non ridurrei la nostra crescita successiva alla lezione da due sconfitte: va detto che c'è un gruppo molto bello, di ragazzi seri, che all'inizio hanno faticato come squadra, come normale quando si cambiano molti elementi, ma che sul piano umano si è cementato benissimo, si allenano con costanza e impegno, seguono l'allenatore, uomini veri oltre che bravi giocatori». Un esempio si è visto nel rapido inserimento di Viglianisi e anche nella scena a fine partita di domenica, quando il debuttante Umberto Candela ha segnato il suo primo canestro con una tripla, ininfluente per il risultato, ma ultimo canestro in ordine di tempo della partita e tutti sono corsi a festeggiarlo. «Un segno di gruppo unito, proprio Viglianisi è stato il primo a incitare e congratularsi con un ragazzo che finora è stato un po' la nostra mascotte». Anche da queste cose si vede l'amalgama. Ora il finale del girone può fare sognare la chiusura in testa alla classifica per l'andata? «Non è semplice, ci sono tantissime formazioni racchiuse in pochi punti: domenica andiamo a Piombino, poi Livorno in casa e poi la trasferta a Mortara ai primi di gennaio. Si può fare bene, ma non possiamo presumere troppo. Diciamo che ci piacerebbe chiudere nelle prime due, dato che sono le posizioni che danno accesso al girone finale di Coppa Italia. Questo dovrà essere il nostro obiettivo». Stefano Brocchetti