Abitat, lettere di licenziamento per 34

VIGEVANO Sarà l'ultimo Natale da dipendenti Abitat per 34 lavoratori. Il 27 dicembre sarà infatti l'ultimo giorno in organico per i 34 dipendenti dell'azienda di corso Milano, come riportato nelle lettere inviate dai curatori fallimentari Marco Mongini e Alberto Parea. «Cessazione dell'attività per procedura fallimentare» sono le motivazioni del licenziamento: il tribunale di Vigevano aveva infatti dichiarato il fallimento dell'impresa quasi un anno fa, il 28 dicembre 2012. Per i dipendenti era quindi iniziata la cassa integrazione straordinaria, a marzo avevano ricevuto il corrispettivo relativo al periodo che andava dal primo agosto 2012 al 27 dicembre 2012, poco meno di 4mila euro totali ciascuno. Lo scorso agosto avevano ricevuto la restante parte della cassa straordinaria, relativa cioè al periodo compreso tra il 28 dicembre 2012 e il 27 dicembre 2013, circa 6.650 euro a testa. Per loro ora scatterà il "trattamento speciale edile", l'ultimo ammortizzatore sociale previsto per casi come questi, che consentirà a queste persone di avere ancora qualche piccola entrata per un massimo di 18 mesi. Per i primi 12 mesi, l'importo sarà pari al 100% della cassa integrazione, per gli altri sarà circa il 20% meno di quanto percepito nei primi 12 mesi. In termini di cifre, tenendo conto che varierà in base ai massimali Insp, gli ex dipendenti Abitat percepiranno per i primi 12 mesi un importo compreso tra i 900 ed i 1100 euro al mese, mentre per i restanti sei sarà il 20% in meno. La scorsa settimana, il Comune di Vigevano aveva presentato il progetto "Un cantiere di solidarietà": una start up di imprenditoria sociale che coinvolgerà disoccupati e inoccupati provenienti dal settore edile proponendo loro piccoli lavori di manutenzione ordinaria in case abitate da persone povere, in contesti di degrado abitativo, o con una rete familiare ridotta o assente. «L'impresa sociale del Comune - spiega Aleksander Ndoja, responsabile degli edili per la Cgil - è ancora in via di costituzione, quindi non posso dire adesso se chi usufruisce del trattamento speciale edile potrà trovare posto in questo progetto. Non hanno ancora determinato quale sarà la forma giuridica di questa impresa né il compenso dei lavoratori. Di sicuro sono motivi di interruzione del trattamento l'assunzione del lavoratore a tempo pieno e indeterminato, l'inizio di un'attività autonoma o di collaborazione, ma anche il rifiuto di essere impiegato in opere o servizi di pubblica utilità, di essere avviati a un corso di formazione professionale o il rifiuto di un'offerta professionalmente equivalente». Selvaggia Bovani