OltrepoVoghera, torna in campo Abeli

VOGHERA Sulla scrivania Franco Abeli ha un blocco di carta che scarabocchia con una biro. Dietro di lui c'è una foto della nipotina Giulia. Notoriamente riservato, ha deciso di annunciare il suo impegno nell'OltreVoghe. Cosa farà - sponsor o dirigente - è ancora da chiarire. Ma nel 2014 lui, dice, ci sarà. «Non mi piace apparire, quando ero a Codevilla dovevano portarmi a forza agli incontri», dice l'imprenditore che oltre ad aver fondato un'azienda elettrica con quindici dipendenti è stato anche patron del Codevilla nell'epoca d'oro: dal '90 al '93. Dalla Terza categoria, la squadrà finì in Promozione. Abeli ricorda volentieri gli anni di Codevilla: «Non c'era neanche un campo nel 1990. Ricordo Vercesi, Verzico, Pannuto, Troise e Sangiorgio». Proprio sull'ex mister del Villanterio (ora nelle giovanili dell'Atalanta) che è stato prima giocatore e poi tecnico di quel gruppo è legato un aneddoto. «Per convincerlo a venire da noi lo portai davanti ad un campo seminato e gli dissi «L'hanno prossimo giocheremo qua». Sangiorgio gli credette e l'anno successivo venne costruita la bella struttura sportiva dove la Torrevillese allena le giovanili. «Non perdevo un allenamento, io e il mio cane». Nel 1994 insieme a Cereseto passa al Voghera di Luigi Gastaldi, un anno di D e la C2. «Una bella esperienza con una persona per bene come Gastaldi». Dal 1997 Abeli si dedica soprattutto alla zua azienda, ma dal 2008 fino al 2012 torna a dare una mano al Voghera, la squadra che dalla scorsa estate è evaporata, perdendo il titolo della serie D. Fino alla scorsa stagione le maglie rosso nere portavano il simbolo della ditta Abeli. Dopo aver dato negli ultimi anni sostanziose sponsorizzazioni non si è sentito tradito dalla gestione Troiano? «Nessuno dava una mano al Voghera e io l'ho fatto: non mi sono fatto coinvolgere nella gestione. Ci sono momenti economici in cui l'azienda lo permette e altri in cui deve privilegiare i dipendenti: non ho mai lasciato a casa nessuno e mai lo farò». Ora anche l'OltrepoVoghera ha deciso di bussare alla sua porta per il 2014. Vero? «Nel 2013 non ho avuto, ma per l'anno che sta arrivano darò una mano. Se si vuole andare avanti a gestire società sono necessarie fusioni: non ci sono più personaggi che da soli possono permettersi i costi di una squadra». Come anni fa a Voghera? «C'erano dieci persone che decidevano di sponsorizzare insieme: per l'OltrepoVoghera non è importante solo quest'anno, ma fare una programmazione per il futuro». In che modo sosterrà la società nel 2014? «Rallenterò con il mio lavoro e avrò più tempo a disposizione. Credo si debba ripartire dal settore giovanile». Gli Ultras vogheresi sono ancora alla finestra... «Ho chiesto a qualcuno di loro perché hanno protestato la prima giornata: cosa centra l'Oltrepo con il Voghera? E' già buona che ci sia qualcuno che vuole andare avanti. Io non posso tifare per Coppi perché non c'è più, qui c'è l'OltreVoghe ed è giusto tifare per loro che giocano anche molto bene. Se dovessi operare attivamente cercherei di parlare con loro». Marco Quaglini