Coppia di pensionati aiuta una famiglia sotto sfratto
Numeri per fare chiarezza: 1164 è il numero degli sfratti arrivati in tribunale nei primi nove mesi del 2013, 20% l'aumento in un anno dei procedimenti a Pavia e nel Pavese, dove gli sfratti sono stati 366 nel 2012 e 489 nel 2013. Pavia rientra così tra i Comuni lombardi in cui si sommano il 90% degli sfratti totali della regione e che avranno a disposizione un fondo da 8 milioni e 653mila euro per contributi per la morosità incolpevole. Le persone che potranno beneficiare dell'iniziativa dovranno avere un reddito non imponibile tra i 4.100 e i 13mila euro, un canone d'affitto annuale al massimo di 7200 euro spese comprese, possono accedere licenziati, cassaintegrati, lavoratori atipici. di Anna Ghezzi wPAVIA Sono arrivati da Milano per conoscere Daniela Chetrari e Abdessattar con i due bambini, Jalila e Alex. Spinti dal pensiero che «non si può stare a guardare, e noi che abbiamo una pensione certa possiamo privarci di qualcosa per aiutare chi non ha nulla». Voci basse, sorrisi accennati. A. C. e L. F. vogliono restare anonimi. Ma dopo aver letto la storia di questa famiglia sotto sfratto per non aver pagato 1700 euro d'affitto, colpita dalla malattia e dai tempi della burocrazia italiana, hanno preso in mano il telefono e cercato un contatto. Una coppia normale: lei è casalinga, lui un matematico in pensione che per una vita ha lavorato all'Enel e ora fa volontariato con i disabili e continua a fare consulenze. Abitano a Milano, nella zona del capolinea della metropolitana M2 e da sempre sono innamorati di Pavia. Da giovani passeggiavano in città ogni volta che avevano una serata libera. Ora ci tornano spesso, e hanno deciso di "adottare" una famiglia in difficoltà. «Credo che tutti potremmo fare qualcosa – spiega A. G. – Noi siamo privilegiati, ormai: abbiamo la pensione, arriva tutti i mesi. Abbiamo fatto due conti e possiamo fare a meno di cento euro al mese, facendo qualche piccola rinuncia che per noi cambia poco, ma potrà aiutare una famiglia che cerca di rialzarsi, finché ce ne sarà bisogno». Hanno scelto Daniela e il marito reso invalido da un ictus arrivato pochi mesi dopo essere diventato padre per la prima volta perché «stanchi di restare indifferenti». Nella piccola stanza che fa da cucina e salotto e camera vengono accolti sulle uniche due sedie, la bimba di due anni è in braccio alla mamma e il più piccolo di sei mesi accanto al letto su cui è sdraiato il papà con il braccio che non risponde più. Da giugno 2012 Daniela e il marito non sono più riusciti a pagare l'affitto di 300 euro per il bilocale anche a causa del tempo trascorso tra l'ictus, la perdita del lavoro e l'erogazione della pensione di invalidità, arrivata dopo un anno e mezzo. L'ufficiale giudiziario la settimana scorsa ha concesso una proroga di sei mesi, fino a giugno, per permettere loro di trovare una sistemazione anche grazie all'intervento del Comune che col fondo per la morosità incolpevole (80mila euro aggiuntivi) ha potuto pagare gli arretrati e intercedere presso il proprietario dell'alloggio perché li lasciasse restare fino a questa primavera. «Per noi 100 euro al mese non sono nulla. Ma per loro che se trovano una casa in affitto a 400 euro dovranno vivere con 375 euro della pensione di invalidità, possono cambiare le cose, dare un po' di respiro», spiega A. C.. La coppia di pensionati milanesi entra nella casina di via Ferrini con gentilezza, emozione e imbarazzo sia da parte di chi aiuta e che da chi accetta l'aiuto. «Se non avessimo dovuto aspettare sei mesi i soldi della malattia dopo l'ictus e un anno e mezzo per la pensione di invalidità avremmo potuto pagare l'affitto – dice Daniela – e non disturbare nessuno. Ma vogliamo ringraziare di cuore tutti quelli che ci hanno aiutato e ci sono stati vicini, dal Comune alla rete antisfratto, a questi signori che sono venuti fin da Milano. Io non so come fare a sdebitarmi, ora». «Restiamo con i piedi per terra, accetti il nostro aiuto finché ne ha bisogno», continua a ripetere la benefattrice, mentre Daniela si scusa, ringrazia, nasconde le lacrime. Spiega che sta aspettando la risposta per una casa a Pavia Est. Ora resta il problema di trovare un proprietario che affitti un appartamento. Il Comune può garantire per un anno la copertura del canone al proprietario. «Ma difficilmente i proprietari accettano – spiega l'assessore ai servizi sociali Sandro Assanelli – Finora non siamo riusciti a concludere nemmeno un affitto».