Polemica luminarie «Sono un terzo di quelle richieste»
VIGEVANO Una via, anzi un intero corso senza luminarie. Commercianti delusi: «Ho passato intere giornate a contattare tutti i colleghi di corso Torino, per la prima volta ero riuscita a ottenere il consenso di tutti – spiega Roberta Porta Fusero, responsabile del comitato dei commercianti della strada –. Solo due avevano detto di non voler partecipare alle spese per le luminarie, gli altri 28 erano pronti anche a concedere l'uso del proprio contatore. La settimana scorsa è arrivato l'elettricista incaricato con 4 luminarie, noi ne aspettavamo 13. Non abbiamo voluto farle installare perché non sarebbe stato corretto nei confronti degli altri colleghi. Cosa significa una strada lunga come corso Torino con quattro luminarie? Noi volevamo dare luce al corso, per far vivere la strada dei nostri negozi. Non voglio e non vogliamo dare colpe a nessuno, probabilmente c'è stato un problema di comunicazione, ma così non va bene». Nel lunghissimo corso Torino – secondo i dati forniti dal Comune - abitano 675 vigevanesi, ovvero 315 famiglie. Le attività commerciali ed i negozi sommati sono 72. «Saremmo stati disposti a pagare anche qualche decina di euro in più – aggiunge Chiara Re, del bar "Al Capone" – ma anche quest'anno siamo stati discriminati. E dire che ci eravamo messi quasi tutti d'accordo. Prendiamo via Cairoli: sono in tutto cinque negozi e lì le luminarie sono quattro. Capisco che è pieno centro storico e che stanno già soffrendo per le scelta della zona a traffico limitato, ma anche noi vogliamo lavorare. Anche noi vogliamo cogliere l'occasione di abbellire corso Torino e invitare le persone a percorrerlo. Già è stato dimezzato l'orario del mercato, ora ci escludono anche da queste iniziative». Anche quest'anno delle luminarie cittadine si occupa il comitato "La Dimora Sforzesca", in collaborazione con il Comune e Ascom. «Ci riuniremo presto – risponde Mariela Varco, referente del comitato – e vedremo di chiarire la situazione». Selvaggia Bovani