Artigiani e sindacato: «Un colpo alla concorrenza sleale»
VIGEVANO «Chi rispetta le regole, qui è il benvenuto, altrimenti no. I laboratori calzaturieri clandestini fanno parecchi danni. A Vigevano e dintorni ci sono giunterie regolari in grave difficoltà per la concorrenza sleale». Stefano Bellati, presidente di Confartigianato Lomellina, si complimenta con i carabinieri del capitano Rocco Papaleo, per l'operazione messa a segno ad Albonese e a Parona. Se questi laboratori hanno così tanto lavoro, però, è perché c'è qualche azienda che glielo commissiona, scartando le ditte in regola. «Non so se siano italiane le aziende che danno lavoro ai laboratori – dice Bellati – in ogni caso, se la concorrenza è sleale va colpita. Purtroppo è la corsa frenetica alla riduzione del costo del lavoro e dei prezzi che porta a questa situazione, con gravi realtà di sfruttamento, come emerge da questa vicenda». «I laboratori cinesi si occupano più che altro di cucire le scarpe e seguono le lavorazioni di bassa qualità, quelle per le quali il costo e la velocità d'esecuzione sono il vero fattore competitivo – dice Anna Colombo della Cgil –. Non si occupano, ad esempio, di tagliare il pellame, perché è una lavorazione che richiede molta esperienza. Il prezzo dipende dal livello di illegalità, cioè dal numero di lavoratori in nero e dalle ore di lavoro, ma di solito non fanno prezzi molto più bassi dei concorrenti italiani». Secondo i sindacalisti andrebbero fatti controlli anche nei magazzini cinesi. «Stanno spuntando ovunque, hanno prezzi bassi eppure spesso sono vuoti – dice Colombo –. La finanza dovrebbe verificare se quei lavoratori sono in regola». (d.a. e cla.mal.)