Da immigrato a osservatore del Milan: «Grande opportunità»

MORTARA E' una storia di sport e integrazione. Protagonista è Nordine Hallil, 29 anni, allenatore e giocatore di origine marocchina, che partendo dal Mortara Calcio è riuscito a farsi notare da alcuni responsabili del Milan e a entrare a far parte della sua grande famiglia in qualità di osservatore di giovani talenti. Hallil vive a Mortara dal 2006, e dal 2008 svolge attività di allenatore per gli allievi della scuola calcio, nelle fasce d'età dal 2000 al 2007, e grazie alla sua abilità nel gestire i giovani è stato contattato per fare da "talent scout" dei piccoli giocatori più promettenti per il vivaio rossonero. «Tutto è iniziato la scorsa estate durante un match ad Abbiategrasso – spiega Hallil, che prosegue la sua attività di allenatore e attaccante per il Mortara Calcio – Giorgio Manno, il capo degli osservatori del Milan, ha notato quanto mi dessi da fare e mi ha proposto di collaborare con loro. A giugno ho intrapreso un colloquio con il responsabile del settore giovanile, che ho passato, e ora posso dire anch'io di di fare parte di un grande club italiano». Il giovane comunque rimane con la testa piantata sulle spalle: «Per ora porto avanti in parallelo le mie vite di calciatore, allenatore e osservatore, è dura ma ne ricavo tante soddisfazioni; comunque, tutto serve per farmi un nome e dimostrare a me stesso e agli altri che non sono stato scelto in quanto straniero, ma perché so fare il mio mestiere».«Cerco sempre di educare i miei ragazzi al rispetto degli altri e delle regole, purtroppo a volte, girando per gli stadi della Lombardia, incontro dei genitori che insegnano ai figli ad essere scorretti. Per questo ritengo giusto stroncare questi atteggiamenti sul nascere». Federico Tiraboschi