Il Brasile va sul velluto, sarà duello tra Croazia e Messico
BRASILE Un Paese sull'orlo di una crisi di nervi. Questo sarà il Brasile la prossima estate. Una nazione di tifosi divisa tra la rabbia di aver dovuto sopportare costi esorbitanti (anche sociali) per poter ospitare i Mondiali e l'euforia mista preoccupazione che nasce dal fatto di dover essere per forza i nuovi campioni del mondo. Il ct Luiz Felipe Scolari (in panchina anche durante l'ultimo Mondiale nel 2002), non ha dubbi su chi vincerà: «Noi». Felipao potrà contare su un gruppo tra i migliori della storia del Brasile: Neymar (Barcellona), Hulk (Zenit), David Luiz (Chelsea), Thiago Silva (Psg), Marcelo (Real Madrid), Dante (Bayern Monaco), Dani Alves (Barcellona), Julio Cesar (Qpr), tanto per fare qualche nome, sono tutti giocatori cresciuti con gli anticorpi del calcio europeo, più fisico e meno romantico di quello sudamericano. Dove conta senza dubbio il risultato a scapito dello spettacolo, tipico delle squadre brasiliane. (p.b.) CROAZIA Dicono che sia la nazionale balcanica con il maggior potenziale, in chiave futura, visti i successi a livello di under 20. Di sicuro la Croazia è un palcoscenico per i colpi di scena. Prendete Igor Stimac che ha rassegnato le dimissioni da ct all'indomani della sconfitta con Scozia nell'ultima gara del Girone A di qualificazione, ininfluente per il destino dei croati. Così, a poche settimane dal duello decisivo con l'Islanda, ecco arrivare l'ex giocatore del Bayern Niko Kovac, 42 anni, poca esperienza in panchina ma tanta personalità che è servita tutta, visto lo scialbo 0-0 in trasferta che ha rinviato la pratica al 2-0 del ritorno a Zagabria. La Croazia, tuttavia, resta una squadra da prendere con le molle con quel 4-1-4-1 che esalta le doti dei due "1": quello davanti la difesa, il madridista Modric, e quello al centro dell'attacco, l'ariete del Bayern, Mandzukic. Ma non sono da sottovalutare neppure i veterani Srna (Shakhtar) e Pranjic (Panathinaikos) e il talento di Kovacic (Inter) e Rakitic (Siviglia). (p.o.) MESSICO Il Messico è una fra le ultime squadre qualificate ai Mondiali, esattamente la penultima. In Brasile è arrivato grazie ai play off vinti contro la Nuova Zelanda, nel novembre scorso. Il suo è stato un cammino tortuoso, abbastanza deludente durante il girone di qualificazione con una fiammata in occasione della gara d'andata contro gli All Whites quando si è imposto all'Azteca con un netto 5-1. Al ritorno a Wellington altro successo, 4-2, con Peralta protagonista con una tripletta. Il trascinatore è stato l'allenatore, Miguel Ernesto Herrera Aguirre, il quarto nel giro di poco meno di un paio di mesi. Herrera Aguirre ha assunto l'incarico alla vigilia del doppio scontro decisivo e poi è stato confermato . (r.c.) CAMERUN Il Camerun è una sorta di Brasile d'Africa e si è qualificato per la settima volta alla fase finale, record assoluto per il calcio africano. La stella di prima grandezza della nazionale camerunense è Samuel Eto'o, da alcuni indicato come il più forte giocatore africano di tutti i tempi. Dalla sua ci sono i numeri: per quattro volte Pallone d'oro del calcio africano. Oggi il Camerun è una nazionale moderna, plasmata dal suo ct Volker Finke e che, Eto'o a parte, non ha giocatori carismatici . (v.b.) IL CALENDARIO 12 giu Brasile-Croazia (ore 22) 13 giu Messico-Camerun (ore 18) 17 giu Brasile-Messico (ore 21) 18 giu Camerun-Croazia (ore 21) 23 giu Camerun-Brasile (ore 22) 23 giu Croazia-Messico (ore 22)