Ex Cablelettra senza soldi: siamo disperati
ROBBIO Situazione disperata alla Cablelettra di Robbio. Ieri i 100 lavoratori, che attendono ancora il pagamento dei sei mensilità di cassa integrazione in deroga (da marzo a settembre 2013) si sono trovati per un'assemblea nell'auditorium di piazza Dante. Hanno deciso di scrivere una lettera aperta per chiedere aiuto alle istituzioni e ai vertici dell'azienda guidata dal 2009 commissario straordinario Vincenzo Sanasi d'Arpe. «Vogliamo delle risposte da chi di competenza, stiamo passando una situazione drammatica» spiegano i rappresentati dei lavoratori, che ieri per protesta si sono dimessi. Parlando con i lavoratori della Cablelettra si capisce quanto sia grave la situazione sociale tra i lavoratori dell'azienda che fino al 2008 produceva in via Mattei fili per il cablaggio interno dei veicoli Fiat. Ora i capannoni sono chiusi e per i lavoratori non ci sono prospettive di nuova occupazione. Se a questo si aggiunge la mancanza di reddito da marzo è facile capire quanti siano i problemi queste 100 famiglie. «Sono separata e con due figli – racconta Giuseppina Sorrentino di Palestro –. Devo andare alla Caritas per avere i pacchi alimentari. Non solo fatico a prendere i vestiti per i miei figli, ma anche comprare qualcosa da mangiare ormai è diventata un'impresa». «Sia io sia la mia compagna siamo cassaintegrati – spiega Bruno Atzori, che ha lavorato nell'azienda di Robbio fin dal 1987 –. Stiamo vivendo un periodo nero, dato che non riceviamo soldi da mesi. Voglio solo poter dare un futuro dignitoso ai miei due figli. Già essere in cassa integrazione, per uno come me che ha lavorato una vita, è quasi umiliante: almeno che ci venga pagata in tempi accettabili. Siamo cittadini italiani anche noi». (s.bar.)