Area Cipal, in progetto c'è lo smaltimento fanghi
Oggi assemblea dei lavoratori della Cablelettra. Si troveranno nell'auditorium di piazza Dante per parlare della drammatica situazione reddituale. A cento dipendenti non arriva la cassa integrazione da marzo e le sei mensilità attese per fine novembre sono state posticipate a febbraio per un errore di trascrizione. Intanto si starebbe sbloccando la situazione dei Tfr dei 50 lavoratori (su 100) che si sono licenziati a fine settembre e che hanno comunque diritto ai sei mesi precedenti di cassa integrazione. (s.bar.) MORTARA Nell'area del Cipal, il consorzio per lo sviluppo industriale dell'alta Lomellina, alla periferia di Mortara, potrebbe nascere nei prossimi mesi un impianto di stoccaggio fanghi. C'è infatti un pre-contratto tra il consorzio mortarese, guidato dal sindaco di Cilavegna, l'avvocato Giuseppe Colli, e la Eco Trass di Bergamo per l'acquisto di un'area ampia circa 20mila metri quadri, come tre campi da calcio uno vicino all'altro. L'azienda bergamasca, che ha sede nel Comune di Almè, aveva già manifestato il suo interesse in primavera, quando il consiglio di amministrazione del Cipal (presieduto dall'avvocato robbiese Giorgio Caresana) aveva messo nero su bianco l'interesse dei bergamaschi. Ora la pratica sta andando avanti, tanto che si è arrivati alla firma di un pre-contratto. «Stiamo parlando con il Cipal e anche con gli uffici comunali di Mortara per alcune pratiche tecnico-burocratiche relative ai terreni che ci interessano – spiega un dirigente della società bergamasca specializzata nel trattamento di rifiuti –. Per il momento siamo solo a una fase iniziale. Molto dipende dalle linee guida della Regione, in cui vengono indicate le direttive su nuovi impianti industriali in Lombardia». La Regione potrebbe bloccare nuove strutture per lo stoccaggio di fanghi, come quella che ha già la Eco Trass nella Bergamasca. Fanghi che poi vengono rivenduti anche in Lomellina: l'azienda ha vari clienti tra Mortara, Robbio e Palestro che usano i fanghi-concime nei loro campi. «I chiari di luna economici sono quelli che sono – aggiunge il dirigente della Eco Trass – fino a cinque o sei anni fa in questa situazione avremmo già realizzato un impianto, ora bisogna decidere anche alla luce delle scelte della Regione». Dal Cipal arrivano conferme sull'intento dei bergamaschi di costruire, se sarà possibile, un impianto per il trattamento dei fanghi: «In ogni caso – assicura il presidente del Cipal, Giuseppe Colli – non verrebbero trattati rifiuti tossici. Al momento c'è solo un pre-contratto per la cessione. Se avverrà ho chiesto alla Eco Trass garanzie: la costruzione dell'impianto e le assunzioni previste, oltre una decina, dovranno essere fatte privilegiando il nostro territorio». Il terreno, secondo la delibera di questa primavera del Cipal, è valutato circa 900mila euro. Ma nel caso in cui la Regione bloccasse l'impianto la vendita avverrà comunque? «Non possiamo saperlo – spiega Colli – C'è solo un pre-contratto che può essere annullato. Così come, se non ci fosse la possibilità di installare un impianto secondo le idee iniziali, l'azienda potrebbe portare un altro tipo di attività». In ogni caso un'eventuale via al cantiere di costruzione potrebbe esserci solo tra diversi mesi. Sandro Barberis