Ospedale, licenziate tre precarie

di Roberto Lodigiani wVOGHERA Natale triste per tre ausiliarie dell'ospedale di Voghera, lasciate a casa mentre il contratto degli altri duecento precari dell'Azienda veniva prorogato fino al febbraio 2014. «Sono senza stipendio da ottobre e ancora non ho capito perchè improvvisamente non mi hanno più voluta. Nessuno si è degnato di spiegarmelo – racconta una delle oss licenziate – forse è stato solo perchè ho fatto dieci giorni di malattia, la prima in tre anni». Le precarie «tagliate» erano in servizio a Medicina, a Chirurgia e alle sale operatorie. Si sono subito rivolte al sindacato e della questione ora si sta occupando direttamente Sandro Gattone, coordinatore provinciale della rsu ospedaliera. Si cerca una mediazione con l'Azienda per ottenere il reintegro, possibilmente in tempi brevi. Intanto per gli altri duecento ausiliari e oss con contratto a termine della sanità locale (sessanta al civile di Voghera, altrettanti a Vigevano, circa venticinque a Stradella, il resto sparso tra gli altri presidi) c'è la certezza del lavoro per tre mesi, fino alla fine di febbraio, quando scadrà l'appalto con Temporary, l'agenzia interinale che gestisce le cosiddette «somministrazioni», cioè l'assegnazione agli ospedali del personale precario. Dopo quella scadenza, non si sa con precisione cosa accadrà, anche perchè resta sempre in sospeso pure il passaggio dei soli ausiliari dall'agenzia interinale alla cooperativa che dovrebbe gestire i servizi in corsia non strettamente legati all'assistenza dei pazienti (come il trasporto del vitto e della biancheria). La gara d'appalto è stata bandita, ma il suo esito sarebbe ancora congelato. In attesa di cosa, neppure i sindacati riescono a capirlo. Oss e Asa non sono infermieri professionali, svolgono generalmente mansioni umili ma comunque preziose e indispensabili per la gestione dei reparti. Sono in gran parte donne. Nell'esercito dei precari ospedalieri, ci sono però anche alcuni impiegati, tecnici amministrativi e di laboratorio. (r.lo.)