Sandi dà l'addio alla Kawa e cerca una moto

di Pier Angelo Vincenzi wVOGHERA Federico Sandi, il 24enne pilota di Voghera, sta preparando la quinta stagione in Superbike. Il 24 febbraio 2014, in Australia, la prima gara in calendario. «Di sicuro – spiega il talento oltrepadano – non correrò in sella alle derivate Kawasaki del team Pedercini: nessun problema, semplicemente la squadra mantovana non punterà più sul mondiale di Superbike». Sandi è in trattative con altri team, due sono stranieri. Bocca cucitissima, però. «Sto cercando una moto competitiva, possibilmente ufficiale – aggiunge Sandi – E' un'impresa: oggi più che mai gli sponsor sono necessari e con la crisi che c'è non è facile trovarli. Certo gareggiare senza avere la possibilità di vincere è estremamente frustrante». Classificatosi al 17esimo posto in classifica al termine della scorsa stagione di Superbike, vinta dall'inglese Tom Sykes, Sandi ha dimostrato d'essere un pilota determinato, focalizzato sull'obiettivo. «Ma le qualità, naturalmente, non bastano – continua Sandi – E oggi è difficile andare lontano senza una moto di prima fascia. Per questo sto cercando di avere una chance con un team ufficiale e per questo preferisco non dire nulla, la competizione tra piloti è serratissima anche prima che il mondiale inizi». Sandi, che ha esordito giovanissimo, nel 2005, al suo attivo anche tre stagioni complete nel motomondiale classe 125 e una nella 250, si sta allenando per non farsi trovare impreparato: «Mi tengo in forma girando ad Ottobiano, la nuova stagione è alle porte». Nel 2014 tornerà in sella a una Superbike, ma il sogno resta la MotoGp: «Il gap tra i due campionati è sia tecnologico sia economico – conclude il pilota vogherese – Una stagione in MotoGp costa dai 10 ai 20 milioni di euro, una in Superbike dai 2 ai 3 milioni, Ho qualche contatto anche in quel mondo, ma più realisticamente posso puntare alla Crt ( i cui propulsori sono derivati dalle moto di serie, ndr)». Quanto alla scorsa stagione, Sandi non manca di esprimere la propria ammirazione per Lorenzo: «Che è il numero uno, anche se ha vinto Marquez. Valentino Rossi? Forse gli altri campioni oggi sono più affamati».