Il sindaco incalza la Regione: «Investa sull'ospedale»

VIGEVANO L'Emodinamica cardiologica dell'ospedale va finanziata e aperta 24 ore su 24 «in un'area che si caratterizza in senso negativo per le difficoltà di trasporto verso Pavia e Milano, in un campo di applicazione in cui ogni minuto perso può essere fatale». Lo scrive il sindaco Andrea Sala al vice-presidente e assessore alla salute della Regione, Mario Mantovani. Sala ha incontrato al Pirellone lui e l'assessore alla ricerca Mario Melazzini, con una delegazione composta dal consigliere comunale, Paola Cavallini, dal capogruppo del Polo Laico Luca Bellazzi e dai sindaci di Mortara (Marco Facchinotti) e Mede (Lorenzo Demartini). Un incontro in cui i rappresentanti del territorio hanno chiesto alla Regione il coinvolgimento nelle scelte in materia di servizi erogati dall'Azienda ospedaliera provinciale. Più volte è stato segnalato dal sindaco e dai politici lomellini uno sbilanciamento delle attenzioni, in tema di sanità, verso Voghera. Sala scrive quindi a Mantovani che «il peggior servizio che la politica possa dare al cittadino è di ingannarlo facendogli credere che rivolgendosi a una struttura avrà tutti i servizi che la struttura dovrebbe fornirgli, mentre in realtà questo non accade. Ecco allora che il cittadino vigevanese pensa di avere un servizio continuativo di Urologia, mentre questo non avviene, pensa di avere un'assistenza all'ictus (trombolisi), ma questa non avviene, pensa di avere un servizio di Emodinamica, ma questo senza i doverosi investimenti gli verrà tolto». Secondo Sala, non solo è possibile attuare risparmi nella sanità lomellina da reinvestire soprattutto nell'Emodinamica, nella Chirurgia vascolare e nell'Oncologia dell'ospedale di Vigevano. Ma la soluzione, è «mettere in rete servizi come Urologia e Neurologia esistenti a Voghera, potenziando a Vigevano l'Emodinamica cardiologica e vascolare», arrivando anche a «una vera e propria integrazione pubblico-privato con l'istituto clinico Beato Matteo», a Vigevano. Il sindaco sottolinea, inoltre, che la grande estensione del territorio lomellino «giustifica la sopravvivenza degli ospedali "minori", come Mortara e Mede, che dovrebbero mantenere gli ambulatori, gli interventi chirurgici elettivi, la dialisi per i pazienti cronici». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA