«La morte improvvisa si può prevenire»
PAVIA «La diagnosi precoce è il primo passo per prevenire la morte cardiaca improvvisa». Il dottor Peter J. Schwartz, maggiore esperto di morte improvvisa, dà una speranza: «La prevenzione è facile se si identifica il soggetto affetto da una delle mutazioni genetiche che possono portare alla morte improvvisa. Il problema è che si tratta di persone apparentemente normali, per questo gli screening sono importanti». Per non vedere più accasciarsi e morire giovani senza preavviso su un campo da calcio o sui gradini di una stazione. Pavia è il primo comune in Italia a lanciare uno screening gratuito su tutti i ventenni (nati nel 1993) per individuare le cause genetiche della morte improvvisa. Si chiama Progetto giovani Pavia '93 ed è promosso dall'associazione di Prevenzione delle malattie genetiche Apmg con il sostegno del Comune, del Centro interdisciplinare della ricerca molecolare cardiologica, del San Matteo, dell'ordine dei medici. «I ventenni pavesi – ha spiegato il professor Italo Richichi, coordinatore del progetto – saranno sottoposti gratuitamente a uno screening per l'individuazione delle alterazioni capaci di rivelare un'esposizione al rischio di morte improvvisa. Il microchip genetico a disposizione grazie a una collaborazione con i ricercatori degli atenei di Perth, Lisbona e Coimbra è in grado di rivelarle rapidamente, garantendo un'accuratezza al 90%». «Basta una goccia di saliva – spiega Andrea Marzocchi della Advanced Genetics Italia – I test più utilizzati davano l'esito in 4 o 5 mesi, i microchip invece, in un periodo che va da 5 a 25 giorni permettono di sapere se il paziente è predisposto a patologie che lo possono esporre al rischio di morte improvvisa». Come le cardiomiopatie o le sindromi del Qt lungo e corto, di Brugada, di Marfan, di Noonan e di Leopard. «Nel 1986 realizzammo il progetto Pavia 1945 – spiega Italo Richichi – un programma per la prevenzione cardio vascolare dei nati nel 1945: abbiamo ottenuto una diminuzione della mortalità dei soggetti sottoposti a screening del 23% rispetto a gli altri. Ora col Comune ci siamo posti il problema di riprendere il discorso a partire dai giovani che spesso sfuggono ai controlli». A 578 nati nel 1993 sarà inviata una lettera per una visita in cui saranno sottoposti a elettrocardiogramma e prelievo del sangue, e un questionario per ricostruire l'anamnesi familiare da tre generazioni. Il comitato scientifico deciderà se è il caso di procedere al test genetico: «Ci aspettiamo di approfondire meno del 10% dei casi», chiude Richichi. (a.gh.)