Cuneo fiscale, Saccomanni frena
ROMA La Camera spinge sulla spending review: anticipare i tagli al 2014 e mettere una "posta" per il taglio delle tasse sul costo del lavoro (il cuneo fiscale). Ma poco dopo il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, da New York "gela" gli entusiasmi: è troppo presto per dire se con la "spending" ci saranno risorse in più. Inoltre proprio la commissione di Montecitorio sottolinea che i tagli affidati a Carlo Cottarelli ci saranno, ma solo dal 2015. Si avvia così, con l'ok alla risoluzione, il lavoro sulla Legge di Stabilità nella quale confluirebbe anche questa richiesta della Commissione Bilancio via emendamento. Mentre sembra essere ancora in alto mare la questione della mini-Imu. Il viceministro Stefano Fassina spiega infatti che «il problema esiste. Nel confronto con il Parlamento cercheremo una soluzione». Nel frattempo però non è chiaro nè quanti sono i Comuni che hanno alzato l'aliquota base del 4 per mille (hanno tempo fino al prossimo 9 dicembre per pubblicare le relative delibere), nè quanto costerebbe ai contribuenti: si va dai circa 200 milioni delle stime del'esecutivo ai 400 dei quali parla l'Anci. Per quanto riguarda il taglio al cuneo fiscale (la detrazione massima arriva ora con il testo attuale a 225 euro e i benefici si concentrano fino a 32.000 euro per un esborso di 1,560 mld, dice la relazione tecnica) la commissione Bilancio ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza che prevede di destinare gli ulteriori risparmi di spesa derivanti dalla spending review insieme alle risorse della lotta all'evasione fiscale già dal 2014 «alla riduzione del cuneo fiscale, mediante iscrizione in un apposito fondo». I risparmi previsti dalla spending review sono calcolati: 3,6 miliardi nel 2015, 8,3 miliardi nel 2016 e 11,3 miliardi a decorrere dal 2017. Ma «si sottolinea - si legge nel testo - l'esigenza di valutare, in sede politica, l'opportunità di conseguire risparmi aggiuntivi rispetto a tali obiettivi già nel 2014, al fine di accelerare il processo di riduzione fiscale». Questo però non dimenticando importanti capitoli di spesa come ad esempio quello per la lotta alla povertà o settori come scuola e sanità. Ma il ministro Saccomanni frena: «E' troppo presto per dire se le risorse individuate dalla spending review possano essere usate per ridurre il cuneo fiscale». Proteste dalla Lega («Saccomanni smentisce la sua maggioranza») mentre il Ncd rivendica l'importanza della norma.