Tares, il pagamento slitta per evitare il rischio-code
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Slitta di una settimana, dal 10 al 16 dicembre, la scadenza per il pagamento del saldo sulla Tares, la nuova tassa rifiuti che quest'anno ha rimpiazzato la vecchia Tarsu (e che andrà a sua volta in pensione nel 2014). Lo ha deciso ieri la giunta comunale, per evitare il rischio di code agli sportelli bancari. «E' accaduto che solo tra mercoledì e giovedì i contribuenti vogheresi riceveranno a domicilio il modulo F24 – spiega l'assessore alle Finanze, Daniele Salerno – per cui restavano pochi giorni utili per recarsi in banca. Proprio per limitare i disagi si è quindi convenuto di concedere una proroga. Sui tabulati, è ancora indicato il precedente termine del 10, ma i contribuenti non ne tengano conto». Nessuna critica da parte dell'amministrazione cittadina alle Poste per i tempi non celerissimi di inoltro dei moduli. Problemi organizzativi, legati anche all'incertezza normativa e legislativa, hanno del resto segnato l'intero faticoso iter della Tares. «La novità positiva – aggiunge l'assessore – è che 780 famiglie non pagheranno la frazione dell'imposta dovuta al Comune e dovranno far fronte solo alla percentuale destinata allo Stato (che si porta via 30 centesimi per ogni metro quadro di superficie tassata). Inoltre, l'ufficio tributi ha monitorato continuamente la situazione anagrafica dei contribuenti, per evitare errori (il calcolo della Tares è basato anche sul numero di componenti dei nuclei familiari). L'ultima verifica risale al 20 novembre». A bilancio, è previsto un gettito complessivo di 6milioni 750mila euro, somma che coprirà le spese del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ma che in parte finirà alla tesoreria centrale dello Stato. L'esecutivo ha discusso anche di Imu e della complessa matassa legata alla seconda rata. «Dei 61 comuni in provincia che hanno applicato un'aliquota superiore al 4 per mille – spiega Salerno – Voghera è al penultimo posto per la quota più bassa con il 4,30». Sulla carta, entro il 16 gennaio i contribuenti locali dovrebbero pagare il 40% della quota eccedente il 4 per mille. «Si tratterebbe di cifre irrisorie, in molti casi inferiori alle spese postali. Per cui anche noi auspichiamo fortemente un provvedimento del governo che cancelli questo balzello assurdo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA