Furto al bar Commercio in due finiscono nei guai
Concesso un contributo di 11mila euro alla scuola materna intitolata a Monsignor Carlo Angeleri, che ha sede a Lungavilla ed é gestita dalla parrocchia Santa Maria Assunta. Il finanziamento é stato erogato dall'Unione dei Comuni Agorà, composta da Lungavilla e Verretto, sulla base della richiesta avanzata dall'ente parrocchiale guidato da don Cesare De Paoli. «La scuola d'infanzia rappresenta una struttura fondamentale nel processo di formazione della personalità infantile», sottolinea Luigi Polin, sindaco di Verretto e attuale presidente Agorà. di Paolo Fizzarotti wVARZI Sono accusati di avere compiuto due furti nei bar: ma c'è il sospetto che in realtà siano responsabili di molti più reati, compresi i colpi in abitazione, commessi fra la valle Staffora e la val Curone. A finire nei guai sono stati S.M., un serbo di 59 anni, e M.S., un bosniaco di 41 anni, residenti a Milano. Dopo un'indagine accurata i carabinieri di Varzi li accusano di essere gli autori del furto commesso a fine novembre al bar Commercio di Varzi. I due stranieri il mese scorso erano stati denunciati anche dai carabinieri di San Sebastiano Curone per un furto analogo. S.M. e M.S. finiscono nel mirino dei carabinieri a metà novembre. Un abitante di Bagnaria vede quei due girare con fare sospetto in un posto dove ci sono stati diversi furti in appartamento, e chiama il 112: fornisce anche il numero di targa della loro auto, una Fiat Marea. La pattuglia dei militari di Varzi interviene e li blocca poco dopo. I due vengono identificati: si scopre così che hanno numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, e che la loro specialità sono i furti di slot machine. A bordo della macchina hanno una serie di attrezzi da scasso: vengono quindi denunciati per il possesso di grimaldelli e scatta un foglio di via dalla zona. Pochi giorni dopo c'è il furto al bar Commercio: 4000 euro contenuti nelle slot. I carabinieri indagano. La tecnica è quella usata di solito dai due stranieri, compreso il modo in cui sono stati oscurati i sensori del sistema di allarme. I carabinieri mostrano le foto di S.M. e M.S. agli avventori del bar. Qualcuno si ricorda di quei due: qualche giorno prima del colpo avevano trascorso tutto il giorno al bar, giocando alle slot. Evidentemente stavano facendo un sopralluogo. Gli spostamenti dei due, rilevati grazie alle telecamere del paese e ai numeri di telefono cellulare, sono compatibili con l'ora del colpo: scatta così la seconda denuncia. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA