Sannazzaro, cede intonaco e sfiora donna al cimitero

SANNAZZARO Era in visita alla cappella di famiglia, quando viene sfiorata da oltre un metro quadrato di intonaco staccatosi dalla parte alta della costruzione. La donna, la pensionata Rosa Pensa, si è allarmata, colpita per pura fortuna solo da qualche frammento: pochi centimetri più avanti e l'esito sarebbe stato ben peggiore. La donna dice: «So che non è la prima volta che accade al cimitero, dove molti porticati e cappelle sono in stato rovinoso. Stavolta è toccato a me. Mi sono spaventata ed è stato un puro miracolo se quella grossa porzione di cemento non mi ha colpito alla testa ed al volto. Davvero questione di pochi centimetri» Rosa Pensa ha informato il custode del cimitero che, a sua volta, ha coinvolto l'ufficio tecnico comunale. L'area interessata possa essere opportunamente transennata. Sarebbe stata la neve di sabato ad infiltrarsi tra le pieghe degli intonaci del porticato già ammalorati. Il gelo ha poi fatto il resto facendo letteralmente "scoppiare" la porzione di cemento che è franata improvvisamente a terra, sfiorando la pensionata in visita ai suoi cari. «Siamo consapevoli delle pessime condizioni di alcune ali del cimitero di via Pavia – commenta l'assessore alla sicurezza Andrea Ziglioli – per provvedere al recupero di alcune parti di porticati che viaggiano paralleli alle cappelle private, abbiamo un progetto pronto da mesi ma bloccato dal patto di stabilità» . Certo è che tra le compensazioni sociali ed urbanistiche convenzionate con il Gruppo Eni (totale per oltre due milioni di euro) spiccano anche 400mila euro destinati alle operazioni di messa in sicurezza delle parti più avariate del camposanto. Ma il blocco dei fondi determinato dal patto di stabilità fa rimandare il tutto a tempio indefiniti. «Intanto i pezzi crollano – dicono alcuni visitatori del cimitero – permangono i rischi. Gli episodi di cadute a terra di cornicioni e intonaci sono ormai all'ordine del giorno». Tutto è pronto ed i contatti tra comune e privati sono avviati; ma i lavori restano forzatamente al palo. Paolo Calvi