D'Annunzio poeta e burlone, l'omaggio del collegio Ghislieri
PAVIA E' dedicata a "D'Annunzio collegiale: amicizie, poesia, teatro", la giornata che si terrà oggi nell'aula Goldoniana del collegio Ghislieri, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dalla nascita del poeta (Pescara1863-Gardone 1938), ma anche per ricordare il suo periodo di alunnato presso il collegio Cicognini di Prato. L'evento, a cura di Maria Pia Pagani - docente di Letteratura teatrale e di Discipline dello Spettacolo presso l'Università di Pavia - si articolerà in due momenti: una sessione pomeridiana intolata "Mirabilis puer " con inizio alle 17, che vedrà la professoressa Pagani mettere in luce l'importanza degli anni di collegio (dal 1874 al 1881) nella vita del giovane D'Annunzio, che proprio allora vide sbocciare la sua vocazione poetica e la sua passione per il teatro, e una mostra virtuale di materiali provenienti dagli archivi del collegio Cicognini e della Fondazione "Il Vittoriale degli Italiani". La sessione serale sarà sul periodo "Da Prato al Vittoriale" e con inizio alle 21, con proiezione commentata del documentario "D'Annunzio Segreto". «Gabriele D'Annunzio passò al collegio Cigognini di Prato sette anni, da 11 a 18 anni, e quello fu il periodo formativo più importante della sua vita – dice Maria Pia Pagani – Fu proprio in quel collegio che si definirono le linee del suo essere poeta, della sua passione per il teatro, del suo amore per la patria e anche del suo essere militare: la divisa del collegio ricordava molto quella della caserma e anche i gradi di "carriera" che i ragazzi potevano fare all'interno del collegio avevano molto in comune con la gerarchia militare. Il giovane D'annunzio visse in questa dimensione e vi si adattò benissimo, fino a diventare lui stesso un comandante di massimo grado». Sarà l'occasione per riscoprire alcuni aspetti del poeta che raramente sono stati indagati. «Emerge un giovane D'Annunzio simpaticissimo, ben voluto dai compagni e molto rispettoso dei superiori e degli insegnanti, pur non venendo mai meno il suo spirito "goliardico" e birbante - continua Pagani che, tra i vari episodi, racconterà anche quello della "finta morte" del poeta - All'uscita della sua prima raccolta di poesie "Primo vere" (1879-1880), D'Annunzio, allora sedicenne, fece pervenire alla stampa la notizia della sua morte per una caduta da cavallo, con conseguenze esilaranti. Non solo la stampa ne diede notizia, ma tutto il collegio si mise a lutto e celebrò in onore dell'amato studente la messa da requiem». Tutto accadeva infatti durante le vacanze estive, quando D'Annunzio si trovava a casa a Pescara. «Naturalmente la trovata diede grandissima spinta pubblicitaria all'opera di D'Annunzio: – conclude Pagani - già allora, aveva capito come ci si relazione con le masse e con i media». Verrà rilasciato un attestato di frequenza agli studenti delle scuole pavesi. Per informazioni: www.ghislieri.it. (m. piz.)