In festa con il console Il corso di rumeno piace a 100 bambini

CORTEOLONA Erano quasi un centinaio i bambini di origine rumena che ieri pomeriggio hanno affollato la sala consiliare del municipio. Sorrisi, colori e bandierine sventolate dai più piccini all'arrivo del console generale di Romania, George Gabriel Bologan che ha sottolineato «l'importanza di apprezzare il valore di chi proviene da culture diverse». Sono i bimbi che frequentano il corso di lingua, cultura e civiltà rumena tenuto dall'insegnante Iloana Dolca, arrivata in Italia cinque anni fa. Abitava a Maramus, città vicina all'Ucraina. E' a lei che spetta il compito di non far dimenticare ai piccoli nati in Italia la lingua d'origine e la storia di quel Paese per molti sconosciuto. E ieri, alla festa organizzata in occasione della giornata nazionale rumena, Iloana Dolca li ha voluti vestire con gli abiti tradizionali. «Alcuni sono stati confezionati qui, altri – dice un genitore – arrivano direttamente dalla Romania». «Nel mio Paese ero un'insegnante di ruolo – spiega Dolca –. Qui mi occupo di questo progetto portato avanti dai ministeri italiano e rumeno. Le lezioni si tengono nel pomeriggio a scuola, e in municipio a Corteolona». Un progetto che l'istituto comprensivo di Chignolo Po, diretto da Antonello Risoli fu uno dei primi a realizzare. «All'inizio i corsi erano seguiti da una quarantina di alunni», precisa Iloana. Ora partecipano anche le scuole di Stradella e Belgioioso. Sono 40 i bimbi di origine rumena che frequentano il comprensivo di Stradella, 41 tra Corteolona e Chignolo, 33 a Belgioioso. «Il 22% degli alunni è straniero e, di questi il 50% è rumeno – spiega Risoli – Si parla di circa 200 ragazzi. Se un bambino non perde la propria lingua madre, è più facilitato nell'apprendimento di quella italiana». «A Corteolona – spiega il sindaco Angelo Dossena – vivono circa 200 famiglie rumene e per loro la porta del municipio è sempre aperta». «Si sono perfettamente integrate con il resto della popolazione», dice l'assessore Alessandro Buroni, mentre il parroco, don Roberto Romani, sottolinea «l'importanza di non far perdere a questi bambini la loro identità». Stefania Prato GUARDA LA FOTOGALLERY SUL NOSTRO SITO www.laprovinciapavese.it