Casteggio, le proteste per gli aumenti Tares «Si paga il doppio»

CASTEGGIO Bollette Tares, in molti protestano per gli aumenti recandosi anche in Comune. «Non capisco il motivo per cui prima pagavo 120 euro l'anno, mentre ora ne pago più del doppio», «Sono in cassa integrazione e questo aumento proprio non ci voleva. Quando non avremo più soldi allora spero che la smetteranno di chiedercene», «Siamo in tre in famiglia, la casa è la stessa dello scorso anno, eppure si paga molto di più»: questi alcuni dei pareri che si potevano ascoltare all'ingresso dell'ufficio tributi. «Molte persone hanno lamentato il fatto che solo a settembre avevano finito di pagare la Tarsu ed ora si sono ritrovati la Tares con la prima rata in scadenza il 30 novembre: abbiamo spiegato che quella pagata in precedenza era l'imposta relativa allo scorso anno mentre ora si versa il tributo per il 2013 – dicono in Comune – Ai contribuenti è stato detto che la nuova tassa non si basa esclusivamente sulla metratura della propria abitazione, bensì anche sul numero di componenti del nucleo familiare. Di conseguenza a pagare un importo maggiore sono le famiglie più numerose». La Tares era un autentico spettro per i commercianti: intervenendo sul regolamento per l'applicazione di questo tributo, gli amministratori comunali hanno cercato di tutelare bar e negozi più colpiti. Ma non tutti gli esercenti hanno potuto beneficiare di queste agevolazioni: «Avendo un'attività dello stesso tipo anche a Torricella Verzate, posso confrontare la Tares che pago in questo Comune con quella di Casteggio. A Casteggio pago 800 euro, a Torricella la metà – afferma Paolo Merlini, titolare di una panetteria in via Roma – La differenza è la quota fissa che è stata stabilita per metro quadro, a Casteggio infatti è più del doppio». Deve essere sottolineato il fatto che sono 16 le categorie commerciali cui sono state applicate le riduzioni: «Se il Comune non mi avesse scontato la tariffa complessiva del 50%, invece di 1800 euro ne avrei pagati giusto il doppio. Meno male che gli amministratori hanno applicato questi benefici – commenta il fiorista Bruno Contardi – Mi domando, però, per quanto tempo il Comune sarà in grado di darci una mano». «Viste le premesse, pensavo peggio», dice il fruttivendolo Franco Garbarini, per il barista del «997» di piazza Cavour, Saverio Salemme, «non è semplice portare avanti un'attività con certe spese aggiuntive, tra cui anche l'aumento dell'Iva, ma riusciamo comunque a lasciare i prezzi invariati per non gravare sulla clientela». (s.d.)