Violenza di gruppo fissato l'appello
L'ordinanza del presidente Cioppa per la chiusura definitiva del tribunale di Voghera a partire dal 19 dicembre è stata notificata, ma l'Ordine degli avvocati non si arrende e prepara una nuova missione a Roma. L'obiettivo è un'audizione alla commissione Giustizia del Senato per perorare la causa dell'accorpamento con Tortona, soluzione alternativa all'accentramento degli uffici giudiziari a Pavia. «Cercheremo di allestire una delegazione la più ampia e qualificata possibile – spiega Paolo Zambianchi, numero uno del Foro vogherese (nella foto, con il collega tortonese Zani) – invitando a farne parte i sindaci Barbieri e Berutti e gli avvocati tortonesi, Zani». Il Foro confida nel sostegno del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, amico della famiglia Affronti. di Roberto Lodigiani wVOGHERA Si aprirà il 16 gennaio a Milano il processo d'appello contro i tre vogheresi condannati in primo grado a ventitrè anni complessivi di reclusione per la violenza di gruppo su una ventenne nel piazzale della discoteca Alcatraz di strada Santa Maria Bianca. Maurizio Paraventi, idraulico 52enne (a cui il tribunale di Voghera ha inflitto 12 anni), l'amico Valter Vezza, imprenditore 53enne e il figlio Alessandro Vezza, 25enne (condannati rispettivamente a 7 anni e 15 giorni e a 4 anni e sei mesi) furono bloccati dai carabinieri la notte tra il 26 e il 27 aprile 2012 su una Smart a bordo della quale c'era anche la ragazza toscana presunta vittima dello stupro. Da allora sono in carcere: Paraventi è detenuto a Opera, Vezza padre a Torre del Gallo e il figlio a Vigevano. Oltre che di violenza di gruppo, devono rispondere pure di sequestro di persona e lesioni. I giudici di prima istanza hanno accolto pressochè totalmente la versione dell'accusa, nonostante i tentativi del pool di avvocati difensori (Gianfranco Ercolani per Paraventi, Sara Bressani e Igor Dante per i due Vezza) di evidenziare le contraddizioni nella testimonianza della vittima. Non è da escludere che da qui all'inizio del nuovo dibattimento, davanti alla prima sezione penale della Corte d'Appello, vengano presentate nuove istanze di scarcerazione o di arresti domiciliari. Al processo-bis, i legali degli imputati puntano, ovviamente, a un'assoluzione piena o quantomeno a una riduzione delle pesanti condanne di primo grado. Per l'avvocato Marcello Lugano, patrono di parte civile, la sentenza del tribunale di Voghera è invece ineccepibile e va confermata in pieno in sede di appello. Si profila, dunque, un altro duro scontro e una serrata battaglia legale dopo le tensioni del primo processo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA