Il ladro pentito svela «Così si ruba nelle case»
di Giovanni Scarpa wPAVIA «Nel mondo della micro-criminalità nulla succede per caso. A partire dai furti». Sessantenne, ladro e truffatore pentito, una vita passata dentro e fuori dal carcere, da 10 anni ha cambiato vita. E città. «Sono nato e ho vissuto a Pavia, dove ogni tanto torno. Ma in questo mondo, non puoi ricominciare nello stesso posto dove hai avuto problemi con la giustizia. Sei marchiato, la gente del giro ti cerca sempre. Va a finire che ci ricadi. Così ho tolto le tende». Non dice come si chiama, nè ora dove vive: «Ma conosco ancora bene questo ambiente». Prima di tutto perchè. Perchè si ruba, si truffa, si rapina? «Per sopravvivere, è chiaro. Se non sei mai stato sulla strada, non lo puoi capire. Vedi gli altri, vestiti bene, con l'auto, la casa dove tornare alla sera. Tu non hai niente. Ma c'è anche rivalsa. Sei uno zero, una pezza da piedi. E allora rubi per avere quello che hanno gli altri, o almeno speri». Nel mondo del crimine nulla succede per caso, si diceva. «La provincia di Pavia è suddivisa in varie zone. Per rubare in Oltrepo, la bassa manovalanza – gente dell'Est soprattutto – arriva dal Tortonese e dall'Alessandrino. Per il Basso Pavese dalla stessa Pavia. Per i furti a nel Nord Pavese arrivano a frotte dall'hinterland milanese. Nessuno va in zone che non sono di loro "competenza". Chi lo fa, paga. E nella malavita non scappi, tutti conoscono tutti». «Il colpo mordi e fuggi, dove porti via 100 euro e poco altro, è il primo passo. Spesso si portano via anche la borsa coi documenti, magari facendo pure qualche scippo. La bassa manovalanza si tiene gli spiccioli. Se valutano che sia una casa "buona", magari con la cassaforte, passano le informazioni a chi è più professionale. Spariscono spesso carte d'identità, codice fiscale e chiavi di casa. Perchè non si trovano mai? Nel primo caso si vende il tuo nome, nel secondo si facilita la fuga dopo il colpo». «Per i colpi più complessi, per esempio nelle ricche case di città, entrano in campo prima i pedinatori. Tu non te ne accorgi. Ti seguono per giorni. A piedi, in scooter. Li pagano, 30/40 euro al giorno. In poco tempo sanno tutto di te, delle tue abitudini. Passano le informazioni alla banda che deve entrare in azione. E loro fanno il colpo. Io facevo parte di questi. Ecco perchè a volte vanno a rubare anche due o tre volte nello stesso appartamento. Non è un caso, o solo sfortuna. Si sta alzando il tiro, semplicemente. Soprattutto non sottovalutate mai il furto di documenti e chiavi. Si fa passare magari anche un anno o più, ma poi si torna e si passa dalla porta. Prima regola, cambiare subito la serratura. Almeno si rende più difficile il colpo». «In questo mondo non c'è una separazione netta fra buoni e cattivi. C'è una zona grigia, dove si incontrano gli uni e gli altri. I colletti bianchi della micro-criminalità sono fondamentali: per riciclare, soprattutto, o vendere informazioni». Anche i bottini prendono strade diverse: «Gli oggetti in oro dove pensate che vengano rivenduti? In punti vendita legali, almeno sulla carta. Poi tutto viene fuso. I lingotti, nuovi di zecca, sono punzonati perchè così sono "puliti" e valgono di più. Le pietre preziose vengono smontate e rese irriconoscibili. Per fare tutto questo, occorrono complicità nel mondo degli insospettabili». Pentito? «Oggi sì, ma allora non avevo alternative. Era l'unico mondo che conoscevo. Cambiare strada è difficile, ma si può».