«Facevamo scorta di un po' di marijuana»

di Fabrizio Merli w PAVIA Al giudice hanno spiegato che quella spedizione a Milano, con 800 euro in contanti, era solo per "fare la scorta" di marijuana. Perchè comprare al dettaglio è sempre più pericoloso. Ti può fermare la polizia. Ti possono rapinare del denaro. E allora, meglio fare "la spesa" di stupefacente nel capoluogo che continuare a contattare i pusher di piazza Duomo. Così si sono difesi i quattro giovani arrestati (e poi rimessi in libertà) perchè avevano comperato 140 grammi di marijuana e li trasportavano sull'auto fermata dai carabinieri a Casorate. Non quattro ragazzi che provengano da famiglie problematiche, anzi. Elisa Serra, 20 anni, difesa dall'avvocato Andrea Costa, sta per diplomarsi all'istituto "Verga". Michele Orlandi, 19 anni, (difeso dall'avvocato Antonio Savio insieme a Denis Profazio, 19 anni e a un sedicenne) è uno studente universitario. Nessuno ha precedenti penali, nessuno risulta segnalato al prefetto come consumatore di sostanze stupefacenti. «Non si può parlare di spaccio – spiega l'avvocato Savio – perchè la sostanza non era stata suddivisa, ma era in un unico sacchetto. È stato un acquisto per le esigenze del gruppo». Gli stessi indagati, del resto, hanno ammesso di fare un uso costante di marijuana. Sotto gli occhi particolarmente severi del padre di uno. Questa mattina, il sedicenne verrà sentito dal tribunale dei minori a Milano. Lo accompagnerà sua madre. «I genitori sono disperati», aggiunge l'avvocato Savio. Nel quadro probatorio, non giocherà a favore il fatto che uno dei ragazzi sia stato trovato in possesso di un bilancino. Anche se il legale anticipa: «Anche questo non è indicativo dell'attività di spaccio. Il bilancino serviva a dividere la marijuana tra i ragazzi». Il 10 gennaio, spetterà al giudice di Pavia decidere se accogliere questa versione o dare retta al pubblico ministero che ha ottenuto la convalida degli arresti per l'accusa di detenzione finalizzata allo spaccio. È un particolare dal quale potrebbe dipendere, in linea teorica, il futuro dei quattro ragazzi. Non certo perchè rischino il carcere, quanto per il fatto che riportare una condanna, in ogni caso, non è un buon viatico. Specialmente per chi sia così giovane, particolarmente per chi non abbia mai avuto a che fare con la giustizia. E si trovi, tutto a un tratto, a gestire come un problema serio, un comportamento che, sino al giorno prima, sembrava così diffuso e così normale.