Alfano: una brutta pagina, ma da Fi insulti

di Nicola Corda wROMA «Una brutta pagina per l'Italia ma non rispondiamo agli insulti che sono arrivati dalla manifestazione, continueremo con i nostri toni». È passata appena un'ora dal voto che ha estromesso Berlusconi, e Alfano con il Nuovo centrodestra al completo è in prima linea e affronta i giornalisti. «Oggi è stato estromesso dal Parlamento un uomo votato da milioni di cittadini, riteniamo questa decadenza ingiusta» dice il leader ribelle. «Non eravamo in piazza ma in aula, in prima linea a difenderlo» spiega Schifani che tra i militanti forzisti davanti a palazzo Grazioli, è stato bersagliato d'insulti. «L'attacco giudiziario contro Berlusconi ha avuto molteplici snodi, ma adesso siamo a quello drammatico e definitivo: si sta scrivendo una delle pagine più brutte del Parlamento italiano». Il capogruppo Sacconi legge una dichiarazione a nome di tutto il nuovo movimento contro il quale dagli ex alleati sono arrivati strali irripetibili, forse peggiori di quelli indirizzati alla sinistra. E, infatti, a stretto giro arriva il commento di Sandro Bondi che bolla la conferenza stampa come «un'ipocrita e disgustosa messinscena». Anche per il nemico Raffaele Fitto dal Ncd «hanno versato lacrime di coccodrillo per un evento al quale hanno politicamente concorso e collaborato». Intelligenza col nemico, il solco ormai è profondissimo ma Angelino Alfano alza la testa e respinge l'accusa di traditore. «Noi rivendichiamo con forza la storia di questi vent'anni e le battaglie in tema di giustizia» dice l'ex delfino che ora promette di far sentire più forte la voce dentro l'esecutivo. La giustizia «non può e non deve uscire dall'agenda del governo e del Parlamento», il tema è ineludibile. «Saremo il motore della riforma» annuncia il leader del Nuovo centrodestra e «se nei prossimi 12 mesi riusciremo a portare a termine questa missione, avremo dato ancora più forza e significato alla nostra adesione alla maggioranza». Alfano cita l'agenda ampia dettata dal messaggio del presidente della Repubblica e lancia messaggi al «Pd che ora non ha più alibi». Una missione che da ieri può diventare possibile, perché dopo la decadenza, il campo si sgombra dai dubbi che i provvedimenti sotto il capitolo giustizia possano nascondere salvataggi per Berlusconi. E sul futuro del governo Alfano annuncia una nuova conferenza stampa per oggi.