Coltellate al cognato a San Leonardo Disposta una perizia
VALLE SALIMBENE Una perizia medico legale per stabilire se quelle coltellate fossero idonee a uccidere. A disporla è stato il giudice dell'udienza preliminare nella vicenda che vede indagati, per tentato omicidio aggravato, i fratelli Francesco e Stefano Ciambrone, 44 e 37 anni, residenti rispettivamente a Belgioioso e Pavia e Silvia Migliavacca, 32 anni, di Pavia, moglie di Stefano Migliavacca. L'indagine nei confronti dei tre si riferisce a un episodio verificatosi il 30 settembre 2012 a San Leonardo, frazione di Valle Salimbene. Quel giorno - secondo la ricostruzione della procura - i fratelli Ciambrone avevano citofonato al loro cognato, il tunisimo Ben Braim Chelbi Lofti (marito di Gabriella Ciambrone, moglie degli indagati) e quando questi era sceso in cortile, dopo un'accesa discussione, lo avevano colpito con alcune coltellate sia all'addome che alla schiena. Il tunisino di 38 anni era finito in Rianimazione e aveva rischiato seriamente di non farcela. I fratelli Ciambrone, sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, si allontanarono da San Leonardo subito dopo l'episodio. Ma il ferito fece in tempo a fare i loro nomi, prima di entrare in sala operatoria, e i due furono rintracciati e arrestati. Lo scorso gennaio, poi, un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari ha raggiunto anche Silvia Migliavacca; per l'accusa, anche lei avrebbe avuto un ruolo nell'aggressione ai danni del tunisino incitando - pare - i fratelli Ciambrone a colpire l'uomo con le coltellate. La vicenda è arrivata in udienza preliminare, davanti al Gup Annamaria Oddone e al sostituto procuratore della Repubblica, Roberto Valli. E il giudice ha deciso di disporre una perizia per avere la certezza scientifica del fatto che i colpi vibrati al tunisino avessero, o meno, la capacità di provocarne il decesso. In caso contrario, l'imputazione potrebbe cambiare. (f.m.)